I 46 Centri per l’Impiego della Campania sono in emergenza igienico-sanitaria per la fatiscenza delle strutture e l’assenza di misure adeguate ad assicurare i requisiti minimi di tutela e sicurezza sul lavoro. E su essi incombe la spada di Damocle dei navigator, che dovrebbero far salire il personale dalle attuali 561 unita’ ad oltre 900, con un incremento esponenziale dei rischi. Per cui, “vanno attivate tutte le procedure ispettive previste per legge, al fine di verificare il rispetto delle norme che regolano gli ambienti di lavoro“. In assenza di questi provvedimenti, e’ pronta una azione di mobilitazione del personale in tutte le province della regione.

In un lettera inviata al presidente De Luca, ai direttori di dipartimenti di prevenzione delle Asl, al commissario dell’Arpac e ai responsabili del Ministero del Lavoro, dell’Inail, dell’Inps e dei Vigili del Fuoco, i leader della Funzione Pubblica della Cisl Lorenzo Medici e della Uil Vincenzo Martone ricordano che, per effetto del reddito di cittadinanza, la Campania e’ una delle regioni in cui verranno ampliati in misura considerevole i compiti e le funzioni dei CPI, aumentando a dismisura le criticita’ esistenti: barriere architettoniche, condizioni sanitarie carenti, centri con addirittura un solo servizio igienico per dipendenti e fruitori, uomini e donne, spazi inadeguati. Insomma, di tutto e di piu’.

 

Percio’ e’ necessario – segnalano Medici e Martoneinvestire in tempi rapidi nell’adeguamento strutturale, spendendo subito e bene i 16 milioni e mezzo che, come ha ricordato l’assessore Palmeri, la Regione ha stanziato per i Centri, per dotare gli stessi di attrezzature informatiche e per realizzare percorsi di formazione del personale. Senza questi provvedimenti – concludono i segretari generali – il miglioramento della fruibilita’ da parte dell’utenza rischia di restare una chimera.