Continuano le aggressioni nei confronti di personale medico e infermieristico, negli ospedali napoletani. Questa volta è accaduto al San Giovanni Bosco, dove è stata presa di mira una chirurga che prestava servizio. La dottoressa ha riportato un trauma facciale con frattura del setto nasale e le sono stati diagnosticati 30 giorni di prognosi. Responsabili dell’aggressione alcune parenti di un paziente, che sono riuscite a eludere i controlli ed i divieti di ingresso nell’area riservata a sanitari e pazienti. La vittima, è una 52enne, A. P., che nonostante le minacce di morte, aveva chiamato la guardia giurata per sgomberare il locale. Secondo quanto da lei riferito, il vigilante non aveva potuto fare nulla, ma alle sue insistenze era partita l’aggressione a calci e pugni dei familiari del paziente.

Poi l’intervento dei carabinieri, che hanno identificato gli aggressori. «L’Asl Napoli 1 Centro è e sarà al fianco della dottoressa, ci costituiremo parte civile assicurando, tra l’altro, il supporto legale alla nostra dipendente. Tolleranza zero, chi ha sbagliato si aspetti conseguenze molto serie», dice il direttore generale Ciro Verdoliva. Il chirurgo avrà una convalescenza «di almeno 30 giorni per il grave trauma facciale subito».

AIUTACI CON UN LIKE A MANTENERE
L’INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

Avviata anche una verifica interna «volta a ricostruire quanto accaduto e a comprendere come le donne protagoniste dell’aggressione si siano introdotte, sembra addirittura ‘autorizzate’, in pronto soccorso aggirando i divieti tassativi a garanzia degli operatori».