Il leader della Cisl accusa la mancanza generale del supporto della Regione

“Abbiamo appreso che i vertici della Giunta regionale hanno assicurato che, in caso di proroga dello stato di emergenza, verranno parallelamente prorogati i contratti Covid per i precari fino al 31 dicembre. Come dire: se servono continueremo ad utilizzarli. E’ una idiozia pura, alla quale si può rispondere in un solo modo, con la mobilitazione generale del settore”. Così Lorenzo Medici, leader della Cisl Funzione Pubblica della Campania, che aggiunge: “Si continua a giocare con il futuro delle persone, ignorando che senza la tutela della salute nessuna ripresa sarà possibile. Siamo davanti ad una regione assente su tutto, che puntualmente rinvia al Governo nazionale senza assumersi alcuna responsabilità, ignorando addirittura le decisioni che essa stessa adotta. Visto che al governatore De Luca piace il termine , è proprio il caso di dire che ci troviamo di fronte a comportamenti di questa natura, che meritano una sola risposta: lo sciopero”. La Cisl ricorda, in una nota, che il Consiglio regionale ha deciso l’anno scorso di procedere alla stipulazione dei contratti a tempo determinato di 36 mesi per i precari avviando in tal modo il percorso di stabilizzazione, ma la Giunta non ha provveduto. Sottolinea che il potenziamento della medicina territoriale è stato posto come priorità anche dall’Unione Europea, ma si continua a non parlarne. Richiama il grido di allarme degli specialisti sulle mancate cure per le malattie gravissime, a partire dai tumori, e sul sostanziale blocco delle attività. Segnala che il virus continua a colpire, soprattutto i giovani, perché non si è fatto e non si fa niente per vaccinarli, come non si fa niente per rintracciare le centinaia di migliaia di ultrasessantenni che ancora mancano all’appello. E conclude sostenendo che “in Campania si muore 3 anni prima e che la mortalità infantile è la più alta d’Italia: altro che la sanità d Berlino”. “La responsabilità – dice Medici – ha un nome e cognome preciso, Vincenzo De Luca, governatore ed assessore alla sanità di questa regione, visto che è tra le tante deleghe che ha voluto conservare nel silenzio tombale della maggioranza e dell’opposizione. Vorrei ricordargli che il tempo delle barzellette e degli show è finito, che la gente ha capito, e che chiede una svolta prima che sia troppo tardi. Continuare a fare il gioco delle tre carte accusando il ministro della Sanità e il commissario quando le cose non vanno e parlare di miracolo regionale quando c’è qualche risultato positivo è davvero una offesa all’intelligenza degli operatori del settore. Spero che non creda che siamo tutti …fratacchioni! I lavoratori ed il sindacato non ci stanno, e lo dimostreremo. Perché nella vita c’è un limite a tutto. Ed è stato toccato”.

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