Violenza e sangue anche nei giorni di Natale in alcune carceri della Campania. La denuncia e’ del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Viviamo tra violenze e tensioni 365 giorni all’anno, Natale compreso – spiega il segretario SAPPE campano Emilio Fattorello -. Nel giorno della Vigilia di Natale e’ successo che due detenuti sono stati pestati con inaudita violenza da alcuni compagni di detenzione. Poco dopo le 21.00, approfittando della apertura e socialita’ concessa per la festivita’, una violenta aggressione e’ stata compiuta nel reparto di Alta Sicurezza del carcere salernitano, vittime un padre ed un figlio detenuti, giudicabili per estorsione ed altro, originari di Cava dei Tirreni, ristretti in piani diversi della Seconda Sezione”.

Il carcere di Salerno
Il carcere di Salerno

“I due malcapitati per le gravi lesioni riportate al volto ed al cranio sono stati trasportati con urgenza all’Ospedale Civile di Salerno ove sono stati ricoverati per le cure del caso. Dei due il padre sembra essere piu’ grave e non si esclude un intervento chirurgico maxilofacciale. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti e’ tra i piu’ futili, ossia l’incapacita’ di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che se non fosse stato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari si sarebbero verificati peggiori conseguenze”.

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L'esterno del carcere di Avellino
L’esterno del carcere di Avellino

Ma Fattorello segnala un altro grave episodio critico avvenuto tra le sbarre, questa volta nel carcere di Avellino. “Nella notte di Natale e’ morto nel sonno un giovane detenuto di 24 anni, arrestato poche ore prima per rapina ed altri reati nei confronti di una anziana signora. Si presume che lo stesso abbia fatto uso di alcol e/o sostanze stupefacenti prima dell’arresto ma sara’ l’esame autoptico a chiarire la vicenda – spiega il sindacalista –. Il soggetto, arrestato con la compagna ed altro complice, ha fatto ingresso in Istituto nella serata del 24 arrestati dai Carabinieri”.

“La donna, tratta in arresto e compagna del detenuto deceduto, poco dopo l’accesso in carcere e’ stata colta da una crisi da overdose ma salvata in estremix dall’intervento della Polizia Penitenziaria e personale medico che ha provveduto al ricovero urgente al pronto soccorso ove la stessa e’ stata trattenuta tutta la notte. Il detenuto, idoneo alla visita sanitaria di primo ingresso, sembra non aver dato segni di sofferenza, anche i compagni di cella non si siano accorti del trapasso del compagno. La morte in carcere e’ una sconfitta per tutti e crea malessere e conseguenze negative su chi vi opera soprattutto sulle unita’ della Polizia Penitenziaria che resta e sara’ sempre in prima linea a fronteggiare l’emergenza molte volte drammatica cosi’ come accaduto la Notte di Natale ad Avellino, emergenza gestita sempre con pochi uomini e mezzi insufficienti”.