Se la truffa è commessa da un pubblico ufficiale, la pena è aumentata di un terzo.

Rischierà grosso chi farà carte false, in senso letterale, per avere accesso alla sanatoria. Specifica il decreto che se c’ è contraffazione o alterazione dei documenti da presentare nella domanda, «si applica la pena della reclusione da uno a sei anni». Questo per quanto riguarda il datore di lavoro o il dipendente. Mentre se la truffa è commessa da un pubblico ufficiale, la pena è aumentata di un terzo e si arriva così a otto anni.

La regolarizzazione avrà un effetto anche sul finanziamento del servizio sanitario nazionale. Il decreto stabilisce che, una volta chiusa la sanatoria e verificato quanti lavoratori extracomunitari sono emersi nelle singole regioni, il livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale sarà incrementato di una cifra ancora da definire. L’ importo sarà ripartito tra le regioni proprio in relazione al numero dei lavoratori emersi.

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Per chi continuerà a utilizzare in nero lavoratori stranieri con permesso di soggiorno scaduto senza sfruttare il canale aperto dalla sanatoria, il decreto raddoppia le sanzioni già previste. La reclusione passerà così da tre a sei anni mentre la sanzione amministrativa arriverà fino a 72 mila euro. La regolarizzazione è possibile, in sostanza. Chi non ne approfitterà e continuerà a violare la legge sarà punito in modo più severo.