Mohamed Kamel Eddine Khemiri

Il Procuratore generale di Napoli ha chiesto la conferma della condanna a 8 anni di reclusione per Mohamed Kamel Khemiri, il tunisino di 44 anni, residente a San Marcellino, dove faceva il custode della moschea, accusato di associazione con finalità di terrorismo e in particolare di aver fatto proselitismo per l’Isis via web.

Nel corso della requisitoria, il Pg ha fatto riferimento alle parole di Khemiri su Facebook e Twitter: “sono isissiano finché avrò vita e se morirò vi esorto a farne parte”, scrisse il 26 gennaio 2015 rilanciando gli attentati avvenuti a Parigi.

 

Ma anche alla testimonianza di Salvatore Orabona, oggi testimone di giustizia, ex affiliato al clan dei Casalesi, in merito a una richiesta di armi (in particolare un kalashnikov) fatta al cartello camorristico. Dimostrando come il tunisino, che adesso si trova in un carcere della Calabria, fosse “pronto all’azione”.