I rilievi della polizia scientifica

Se venisse confermata l’ipotesi delle forze dell’ordine circa il ruolo marginale all’interno del clan Formicola di Annamaria Palmieri, la donna uccisa lunedì sera nel famigerato Bronx di San Giovanni a Teduccio, ci troveremmo davanti a un delitto, la cui modalità è alquanto anomala. Nelle scorse ore è emersa un’altra ipotesi investigativa circa le cause che avrebbero innescato il raid mortale.

Il luogo dell’omicidio di Annamaria Palmieri a San Giovanni a Teduccio

Non si esclude infatti la pista passionale, che riguarderebbe direttamente o indirettamente la 54enne rimasta senza vita sul selciato. Le altre due piste battute sono quelle dell’epurazione interna e quella dell’avvertimento da parte del clan avverso. I killer hanno agito in maniera chirurgica e dopo aver sparato al bersaglio grosso, un componente del commando si è avvicinato alla donna già a terra e ha fatto fuoco per tre volte. Tre botte in faccia. E’ qui che nasce il principale interrogativo. Tale tipo di esecuzione è riservato ai boss o almeno ad elementi apicali dei clan. Sembra strano che la tuttofare della cosca – e in particolare della moglie del boss Ciro Formicola -, come è stata definita dagli stessi inquirenti, sia stata ammazzata come un capo. Si ipotizza l’epurazione interna, ma anche in questo caso le cronache di camorra ci insegnano che ci sono altre modalità per eliminare chi sgarra, a meno che non abbia commesso un torto tale da risultare particolarmente odiato all’organizzazione criminale e ai sicari incaricati di eliminarlo.

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La donna è stata assassinata con tre colpi in volto

La terza pista battuta dalle forze dell’ordine è quella dello scontro che da mesi vede protagonisti da una parte, il cartello formato da alcune famiglie di San Giovanni, tra cui i Rinaldi, i Reale e naturalmente i Formicola e, dall’altro, i Mazzarella. La contrapposizione a quest’ultima cosca avviene su un fronte alquanto esteso, che parte dall’area orientale e arriva fino a Forcella.

La terra di mezzo è rappresentata dalla zona delle Case Nuove o del Mercato, i due nomi con cui si conosce quella porzione di Napoli.

Proprio in Via Giacomo Savarese, nei pressi del Lavinaio, lunedì sera, un’ora prima dell’agguato mortale, è stata registrata una sorta di «spedizione punitiva» sotto casa di un sorvegliato speciale dei Mazzarella. Il gruppo si sarebbe rivolto all’uomo invitandolo a scendere in strada e rivolgendogli pesanti offese.