domenica, Luglio 3, 2022
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Il boss tradito e l’atroce delitto: «Silenzio aveva un solo nemico, i Formicola»

Le dirompenti dichiarazioni dell’ex killer di Napoli Est, Umberto D’Amico, in merito all’omicidio di Annamaria Palmieri: «Dopo l’agguato incontrai la sorella di “Nino D’Angelo”, disse che era stata una cattiveria di Francuccio»

di Luigi Nicolosi

Tradimenti, vendette e una scia di sangue da mettere i brividi. Sembra “Beautiful” e invece è San Giovanni a Teduccio, profonda e degradata periferia est di Napoli: l’epicentro di una delle guerre di camorra che ancora oggi, dopo tanti anni, stenta a rallentare. Stravolta non c’entra però l’eterna rivalità tra i Mazzarella e i Rinaldi. I riflettori degli inquirenti si sono orientati sul recentissimo e ancora attuale scontro tra le famiglie Silenzio e Formicola, fino a tre anni fa inseparabili alleate, tanto da condividere alla pari il controllo totale sul rione Bronx di via Alveo Artificiale. I due clan sono entrati però in rotta di collisione a causa di un tradimento eccellente: uno sgarro imperdonabile, dal quale è scaturita una feroce stagione di violenza culminata nell’omicidio di Annamaria Palmieri “’a masculona”, uccisa a colpi di pistola il 22 gennaio del 2018.

Il primo a ricostruire la vicenda è stato l’ex boss del clan Mazzarella, Umberto D’Amico “’o lione”, oggi collaboratore di giustizia, le cui dichiarazioni, insieme a quelle del neo pentito Antonio Costabile “’o cerrano”, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’inchiesta che due giorni fa, con l’esecuzione di ben 26 arresti, ha di fatto disarticolato il clan Silenzio. Interrogato l’8 luglio del 2019, D’Amico ha rivelato: «Francuccio Silenzio aveva un solo nemico, i Formicola perché era stato tradito dalla moglie. L’omicidio di “Nino D’Angelo” Palmieri si dice a San Giovanni che lo abbia commesso Francuccio». Un’accusa pesante come un macigno, che pochi mesi fa è stata poi ribadita anche da Costabile, il quale ha indicato, oltre a se stesso, anche il boss Silenzio come uno dei responsabili del delitto. Stando a quanto riferito da “’o cerrano”, Palmieri venne fatta inginocchiare e giustiziata con sei colpi di pistola al culmine dell’ennesima lite tra il ras del Bronx e alcuni esponenti della famiglia Formicola, in particolare con la sorella della sua (ormai ex) consorte.

Tornando invece alle rivelazioni di Umberto D’Amico, l’re ras ha fornito agli inquirenti dell’Antimafia ulteriori informazioni in merito al ruolo che “’a masculona” avrebbe avuto all’interno della cosca: «So che “Nino D’Angelo” (era questo l’altro suo soprannome, ndr) andava a prendere le estorsioni per i mercatini per conto dei Formicola. Francuccio la fermò e le disse di non andare più a prendere i soldi da portare a Maria, la moglie di Ciro Formicola, perché altrimenti l’avrebbe ammazzata. Questo me lo disse la sorella di “Nino D’Angelo” Palmieri». Di lì allo spargimento di sangue il passo fu brevissimo: «La sorella della Palmieri – ha poi messo a verbale D’Amico – passò un giorno dopo l’omicidio fuori casa nostra dove ci trovavamo io e mio zio Salvatore. Si fermò e le chiedemmo se sapesse qualcosa dell’omicidio della sorella e lei disse che era stata una cattiveria di Francuccio Silenzio e ci raccontò quello che sapeva. Delle estorsioni per conto dei Formicola, del fatto che aiutava Assunta Formicola e Peppe Savino a incontrarsi. Disse che la Palmieri aveva portato da mangiare al figlio ed era stata ammazzata».

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