Duecento, di certo troppi per non insospettire. E’ il numero degli obesi curati dallo stesso medico e con la stessa procedura d’urgenza (senza passare per il sistema ordinario, grazie a una corsia preferenziale) all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. La vicenda viene riportata da un articolo del ‘Mattino’ a firma del collega Leandro Del Gaudio. I protagonisti sono 200 pazienti del nosocomio napoletano, finito al centro del mirino prima, e a più riprese, per il caso delle formiche, poi nell’inchiesta sull’Alleanza di Secondigliano, tutti con lo stesso problema. Ovvero quello di realizzare un intervento per ridurre il peso e riprendere la propria capacità di movimento. Facendo il tutto nel più breve tempo possibile.

Una volta ottenuto il ricovero sprint, i pazienti sono stati trattati tutti in regime di intramoenia, affidandosi alle attenzioni dello stesso specialista, che opera al Vasto. Visite e accertamenti a spese della sanità pubblica, interventi in un regime privato, ma all’interno delle strutture dello Stato.

 

E’ a questo punto che i carabinieri sono intervenuti per approfondire il caso, mettendo a segno un blitz mirato, che due mesi fa li ha portati a bussare alla porta della casa di un professionista napoletano. Dimora lussuosa, vista panoramica nella parte più chic di Chiaia. Lì sono state trovate e requisite cartelle cliniche e documenti che, a onor del vero, non dovrebbero uscire da un ospedale. Ma la vera domanda è come sia possibile che i duecento obesi si siano rivolti tutti allo stesso medico e sempre e comunque allo stesso ospedale pubblico.

Nell’ambito dell’indagine per truffa e falso, è stata ascoltata una infermiera specializzata, con mansioni da caposala, che ha ricostruito tutti i passaggi chiave che ruotano attorno alla vita di un ospedale, a partire proprio dai ricoveri, dalle liste di attese, ma anche dai turni e orari dei vari professionisti. Altro punto chiave, riguarda, invece, gli equilibri tra interessi pubblici e privati in un regime di intramoenia. Ascoltati anche alcuni pazienti operati. Nei prossimi giorni sarà la volta dei dirigenti del nosocomio di Capodichino.