Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli

Dai bar degli ambientalisti al B&B gestito dal figlio della consigliera, passando per il delegato alla Mobilità che fa il tassista

Dai bar, ai ristoranti, passando per i taxi e per i bed & breakfast, alcuni inquilini (che siedono in maggioranza) a Palazzo San Giacomo, nell’ultimo periodo sono finiti sotto i riflettori per vicende che hanno innescato accese discussioni sul tema del conflitto di interessi. Partiamo dalla circostanza più recente, quella che vede protagonisti i consiglieri dei Verdi, Stefano Buono e Marco Gaudini.

I due ambientalisti fanno parte della Arcami, una società costituita il 15 gennaio scorso, iscritta alla Camera di commercio il successivo 21 dello stesso mese; si tratta di una società che si occupa di somministrazione al pubblico di cibi e bevande, attività di bar e ristoranti, per intenderci. Nella Arcami, insieme a Buono e a Gaudini, ci sono anche l’ex consigliere dei Verdi, a Melito, Lello Caiazza (dimessosi dall’incarico dopo che la moglie, Roberta Cibelli, è stata nominata dal sindaco metropolitano Luigi de Magistris, amministratore unico della partecipata Armena), e Osvaldo Apuleo (tesoriere del partito deMa, quello del sindaco). Passiamo adesso al comparto B&B: a dicembre scorso, Stylo24, ha fatto emergere il caso del bed & breakfast ai Quartieri Spagnoli, del figlio della consigliera di maggioranza, Elena Coccia. Quest’ultima, presidente della Commissione Cultura e Turismo del Comune di Napoli, è considerata da sempre, una paladina della lotta alla gentrificazione e alla turistificazione del centro storico partenopeo.

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All’epoca le chiedemmo: si potrebbe ipotizzare un conflitto di interessi, rispetto all’incarico istituzionale che ricopre e al fatto che suo figlio gestisce un B&B (in una casa che dice di aver comprato lei)? E Coccia rispose: «Io non sono mio figlio, che ha tutta l’autonomia di una persona di 36 anni. Io le mie battaglie contro la gentrificazione le continuo a fare. Io faccio l’avvocato, lo faccio ancora. Non credo che vi sia alcun conflitto di interessi, perché ogni persona è persona a sé». Un tentativo nel business degli affittacamere, lo ha fatto anche l’attuale assessore alla Cultura e al Turismo, Eleonora De Majo. L’esponente del laboratorio occupato Insurgencia, per alcuni mesi ha affittato una stanza della casa che sta comprando al centro storico. «Tutto è stato fatto nella massima trasparenza e regolarità, con quello che guadagnavo, pagavo la rate del mutuo. Ma già da settimane prima di diventare assessore, ho interrotto l’attività», ha tenuto a sottolineare De Majo. Dulcis in fundo, il consigliere Ciro Langella, di professione tassista, e delegato alla Mobilità del Comune. Langella è il fondatore di uno dei consorzi di tassisti a Napoli, Consortaxi, alla cui presidenza c’è il figlio Gabriele.

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ma l’ok arrivato dal consigliere-tassista

E’ conosciuto come leader dei conducenti delle «auto bianche»: nel 1996 viene eletto alla presidenza del consorzio di cooperative Consortaxi e nel 1999, appena tre anni dopo, fonda la Radio Taxi Consortaxi, seconda per numero di auto in città. Più volte, il nostro giornale si è occupato del consigliere tassista. Ultimo episodio della serie è relativo al progetto del taxi di quartiere, ormai pronto a partire, insieme alle tariffe – scontistiche comprese – che i sindacati di categoria hanno deciso di applicare – su base volontaria – dopo l’intesa con Piazza Municipio. Da chi è stata portata avanti la trattativa? Oltre che dall’assessore Enrico Panini, proprio dal delegato alla Mobilità, Ciro Langella, consigliere e tassista.