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Si è ripetuto ieri mattina alle ore 10.11 il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Il prodigio è avvenuto nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno del Duomo, gremita fin dalle 9 dai fedeli e alla presenza di tutti i membri della Deputazione e dell’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio. L’evento è stato annunciato dallo sventolio del fazzoletto bianco del deputato Riccardo Imperiali di Francavilla, nominato recentemente presidente della Fondazione di Comunità del Centro Storico, ed è stato salutato da un lungo applauso dalla folla di fedeli, accompagnato dall’intonazione costante dell’antico canto delle “parenti” di San Gennaro che hanno invocato da questa mattina lo scioglimento del grumo di sangue solido per la cerimonia dedicata al patrocinio della città di Napoli.

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Per la prima volta le “parenti” hanno avuto un posto privilegiato proprio a ridosso dell’altare, per la volontà della Deputazione di non perdere un’antica tradizione legata alla cerimonia del miracolo. Il 16 dicembre è la terza data dell’anno in cui dovrebbe compiersi il miracolo di San Gennaro, dopo quella del sabato che precede la prima domenica di maggio e quella del 19 settembre in Cattedrale. Sebbene meno conosciuta delle altre date, è un appuntamento che si tramanda dal 16 dicembre 1631, giorno in cui una tremenda eruzione del Vesuvio, dopo aver distrutto Torre del Greco, stava seriamente minacciando di distruggere Napoli.

I napoletani si appellarono a San Gennaro portando in processione le ampolle del sangue con il busto del Santo Protettore al ponte dei Granili. Il sangue nelle ampolle si sciolse e il magma si arrestò improvvisamente risparmiando la città.

 

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