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Il tecnologo alimentare (TA) è lo specialista moderno che possiede competenze multidisciplinari e distintive in campo scientifico, tecnologico, gestionale e legislativo per analizzare il sistema complesso della filiera alimentare (produzione, trasformazione, distribuzione, ristorazione, ospitalità) e per gestire la qualità, la sicurezza e la sostenibilità dei processi e dei prodotti dal “campo alla tavola”, a beneficio dei consumatori, delle imprese, delle istituzioni. Una professione troppo spesso sottovalutata, ma che ha bisogno di competenze importanti, perché tale è il suo compito nella vita di tutti i giorni. Per conoscerla meglio, Stylo24 ha avuto modo di parlare con Salvatore Velotto, Presidente Tecnologi Alimentari Campania e Lazio, che il 29 marzo ha presentato, presso l’Unione Industriali di Piazza de Martiri l’evento “Il Tecnologo Alimentare in Campania e Lazio – ieri, oggi e domani”. Alla presenza di numerose autorità, oltre ad aver approfondito aspetti attuali e delicati della materia, è stato dato spazio alla presentazione del “Libro del tecnologo alimentare”, realizzato proprio dall’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio.

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Salvatore Velotto, Presidente Tecnologi Alimentari Campania e Lazio

Presidente, qualche giorno fa c’è stata la presentazione del libro del tecnologo alimentare. Una iniziativa molto importante, come è nata e di cosa si tratta?

«Il libro nasce dal diciottesimo compleanno del nostro Ordine personale. Con la sua maturità, mi viene l’idea di tracciare un po’ di storia, scrivendo un libro che spieghi cosa fa il tecnologo alimentare, la sua importanza sociale, dove agisce la nostra figura professionale. All’interno c’è anche l’albo di tutti gli iscritti e vengono delineati anche i vari partenariati e gli eventi di questi anni. E’ scritto da me, con la dottoressa Maria Manuela Russo e il dottor Vincenzo Tiscia, ma in alcuni capitoli vede anche il contributo di altri colleghi nazionali. Viene delineata anche la storia delle tecnologie alimentari. Si vuole far capire come il tecnologo alimentare sia il professionista del food a 360°. Oggi parliamo molto di dieta e nutrizione, ma nessuno sa che dietro al prodotto finito c’è un processo. E l’esperto del processo è proprio il TA. Dietro la ristorazione, da quella industriale a quella scolastica, passando per quella ospedaliera, c’è una figura che oltre a gestire la complessità del sistema agroalimentare, lo certifica. Altro ambito su cui si discute è quello dello spreco. Il tecnologo è colui che può ridurlo, anche educando il consumatore su come gestirlo a casa. E su questo, nel libro vi è un capitolo sul progetto SpoSA (Sportello Sicurezza Alimentare). Abbiamo, inoltre, invitato tutti i sindaci degli sportelli attivati presso i diversi Comuni, presso i quali oltre ad accogliere le aziende, vogliamo guardare al consumatore, spiegandogli cosa mangiare, come farlo, come saper leggere le etichette e spiegando come è strutturata tutta la filiera. Il libro si chiude parlando anche di blockchain».

 

Nel 2017 è stato firmato un protocollo d’intesa con Confapi Napoli, qual è il rapporto ad oggi con l’associazione?

«Il protocollo d’intesa che abbiamo stilato con Confapi ha permesso in questo lasso di tempo di dare un supporto alle aziende alimentari aderenti. Sono stati organizzati inoltre molti eventi in cui abbiamo dato spiegazioni importanti, dal punto di vista legislativo quanto tecnico».

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Quali iniziative state organizzando?

«Proprio con Confapi abbiamo previsto iniziative dal punto di vista formativo che andranno avanti fino all’estate. A breve ce ne sarà una sulla certificazione del biologico e sui materiali che vanno a contatto con gli alimenti. Per spiegare sia alle aziende che al consumatore come tutelarsi da eventuali problematiche, perché, dall’imballaggio, alcune sostanze tossiche possono finire sugli alimenti. Un esempio può essere il caso della pizza. E noi spieghiamo come controllare e gestire questo pericolo».

 

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