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di Francesco Vitale

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A Salvatore Denza, rinviato a giudizio nel processo conseguente all’inchiesta per appropriazione indebita nei confronti della Cisl Campania, vengono contestati presunte appropri azioni  per 172.455 euro.

Il periodo relativo è quello che va dal 2013 al 2016; «(la) somma (totale) allo stesso bonificata dai conti correnti della Cisl Campania per incarichi svolti presso Fondi Interprofessionali ed altri soggetti rientranti nelle attività e funzioni del sindacato – scrivono i giudici – in violazione dell’obbligo di versamento giusta delibera, del Comitato esecutivo confederale Cisl, del 16-17 novembre 1987, che impone il versamento dei relativi compensi alla Confederazione sindacale di appartenenza».

Nel corso delle indagini
la Procura si è affidata al consulente tecnico Achille Coppola,
che ha avviato
una serie di controlli incrociati
per venire
a capo della disponibilità
economica di Denza
(all’epoca dei fatti funzionario amministrativo della Cisl Campania)
in un periodo compreso tra il 2009 e il 2016

«Il sottoscritto (Achille Coppola, ndr) – è annotato nel testo della consulenza datata 28 febbraio 2018 – ha esaminato i conti correnti bancari consegnati dalla Digos, al fine di individuare le rimesse ottenute da Salvatore Denza, dalla Usr Cisl o da enti e soggetti ad essa collegati, a qualsiasi titolo, nel periodo 2009-2016 (otto anni)». Da tali controlli è emerso che Denza, nel suddetto lasso ti tempo , ha incassato somme per un totale di 686.978,66 euro (incasso medio annuo di circa 86mila euro), così suddivise: 354.233 (incassi per retribuzioni); 250.400,20 (incassi per altre attività); 82.345,46 (incassi per rimborsi).  «Poiché alcuni degli importi dei bonifici rilevati dai conti correnti incassati a titolo di retribuzioni e compensi – è scritto ancora nella consulenza di Coppola – per altre attività risultano comprensivi anche di altre voci diverse (rimborsi, conguagli fiscali, arretrati di lavoro dipendente, ecc.), prudenzialmente si riduce l’importo incassato ad euro 530.000. E’ evidente, pertanto, che Salvatore Denza ha omesso di dichiarare redditi incassati nel periodo 2009-2016 per circa euro 200.000».

I redditi netti dichiarati da Denza,
quindi, nel periodo 2009-2016
ammontano a 330mila euro

Per quanto riguarda la posizione finanziaria e patrimoniale di Denza, Coppola annota nella sua relazione: «Come è emerso dai documenti bancari esaminati, che, in dipendenza dei contenuti della denuncia presentata da Lina Lucci (ex segretario regionale Cisl Campania, imputata insieme a Denza, ndr), sono stati richiesti sino al 31/12/2016, a tale ultima data disponibile, la posizione finanziaria di Salvatore Denza era la seguente: deteneva attività finanziarie per complessivi euro 360.157,78, di cui euro 98.116,56 per liquidità su conti correnti ed euro 262.041,22 in titoli».

I conti correnti controllati
(tra intestati al solo Denza e cointestati)
ammontano a un numero di 8

Coppola effettua dei controlli anche presso la Banca catastale dell’Agenzia delle Entrate e rileva che Salvatore Denza  è proprietario del 100% di due immobili: uno ad uso abitazione-residenza, l’altro a uso negozio.

Le conclusioni di Achille Coppola

Il valore complessivo, in questo caso, ammonta a 90.472,43 euro. Infine, Achille Coppola, il 24 luglio scorso, ripercorrendo l’analisi della Ctp del dottor Paolo Barba, conclude così: «Nell’avviso di conclusione delle indagini si parla di “prestazioni svolte” da Salvatore Denza e dunque non vi è alcuna contestazione in merito al fatto che le prestazioni non sarebbero state svolte; nella sua relazione di consulenza tecnica non ha mai parlato di prestazioni professionali non svolte da Salvatore Denza. Ha solo evidenziato che: i  pagamenti di tali prestazioni, per regolamento interno del sindacato, andavano effettuati direttamente dall’Ente terzo all’Ente di appartenenza del prestatore del servizio; qualunque eventuale pagamento successivo da parte dell’Ente di appartenenza a favore del soggetto prestatore, avrebbe dovuto trovare idonea giustificazione in apposita documentazione contrattuale di regolamento del rapporto e avrebbe dovuto dar luogo al conseguente trattamento fiscale e previdenziale; nel caso specifico, nessuna documentazione giustificativa è stata, invece, rinvenuta a supporto dei pagamenti effettuati dalla Usr Cisl Campania a favore di Salvatore Denza e inoltre tali importi non sono stati assoggettati al corretto trattamento fiscale e previdenziale».

Sullo stesso argomento: Da accusatore a imputato, i bonifici «girati» dalla Cisl a Salvatore Denza; Cisl, quella foto di gruppo con l’accusatore-imputato

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