venerdì, Maggio 20, 2022
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«Saldo e stralcio? Problemi alle Partecipate e soldi alle banche»

Per Bassolino bisognerà modificare la norma contenuta nel ‘Patto per Napoli’

«Era evidente nei mesi scorsi l’assoluta improbabilità di una legge soltanto per Napoli, è molto più ragionevole ed era prevedibile una legge per più città. C’è un contributo importante per la nostra città e penso che sia stato e sia importante l’impegno anche del presidente del Consiglio Draghi oltre che dei ministeri, della nostra amministrazione e di tutto il Governo». L’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino (e due volte governatore della Campania) ha esordito così in consiglio comunale nel dibattito sul ‘Patto per Napoli’.

Tra Pnrr e Patto per Napoli secondo Bassolino, la città ha davanti un cammino molto impegnativo e ha sottolineato che il risanamento della città «dipende da tutti noi e penso che oltre a questo contributo nazionale e alle scelte concrete e pratiche che dobbiamo fare, a noi serva una risorsa molto significativa, una risorsa molto politica: la fiducia della città».

I primi 100 giorni e il saldo e stralcio

Per ottenerla c’è bisogno «però che scatti una molla, un sentimento nel sentirsi dentro protagonisti della città. Un sentimento che non si è visto all’opera in questi primi 100 giorni. Anche i commenti che l’Amministrazione ha fatto su se stessa e sui primi 100 giorni, sono stati commenti che riguardavano più i prossimi giorni, i prossimi mesi, i prossimi anni che quelli appena trascorsi».

«La fiducia in noi stessi non è scattata ancora. Al tempo stesso dobbiamo affrontare diversi temi delicati. Io vorrei sottolineare il problema delicato del saldo e stralcio. La norma nazionale prevede che i debitori siano obbligati alla transazione prevista.

Aldilà, a mio avviso, di una dubbia costituzionalità di questa norma» c’è il problema che tra i creditori ci sono anche le «partecipate che così possono vedersi ridursi i propri crediti, appesantirsi i propri bilanci fino a creare problemi per la tenuta stessa delle società in termini di liquidità ed economici. È vero che il Comune dovrebbe pagare questo credito entro 20 giorni. Ma è anche vero che questo credito è stato anticipato dalle banche alle società partecipate. Bisogna stare attenti al fatto che queste inizioni di liquidità possano andare alle banche mentre sulle spalle delle società rimarrebbero soprattutto le perdite. Questa norma, per me è da modificare»

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