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Un progetto di scienza partecipata.

di Francesca Piccolo.

I cittadini napoletani sono chiamati ad una partecipazione sempre più attiva, sentinelle di tanti diritti calpestati, non garantiti e spesso negati. In questo mare magnum di prese di coscienza, informazione e controinformazione ma soprattutto di tanta preoccupazione per la nostra salute e quella dei nostri figli il tema della salvaguardia del nostro spazio di vita resta al centro delle nostre agende intelligenti e alle nostre scelte consapevoli se, correttamente informate. Il monitoraggio dell’aria e della concentrazione delle polveri sottili è uno di questi, la misurazione degli agenti chimici come il del biossido di azoto, un gas molto nocivo per la salute, specie quella dei bambini è il tema della Campagna di monitoraggio dell’aria No2Nograzie, realizzata da Cittadini per l’aria, associazione che ha scelto di impegnarsi per difendere il diritto di respirare aria pulita che parte a Napoli per la prima volta dopo Milano e Roma.

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Un progetto di scienza partecipata per la nostra salute e l’ambiente che verrà illustrato sabato 7 dicembre alle ore 12 presso Bicycle House in Galleria Principe 27-28. I cittadini napoletani sono chiamati a diventare antenne dell’aria e misurare la concentrazione del gas killer, partecipando e prenotando un campionatore al costo di 15 euro, o per i soci che vogliono sostenere l’iniziativa possono farlo con 50 euro, registrandosi – sul sito www.cittadiniperlaria.org . Il kit può essere installato nelle strade, fuori i negozi, le scuole e presso la propria abitazione.

I dati raccolti dai ricercatori e analizzati in Inghilterra consentiranno di creare una mappa dettagliata con i risultati rilevati nei diversi punti della città e di chiedere misure di contrasto alle amministrazioni. L’iniziativa a Napoli è realizzata da Cittadini per l’aria in collaborazione con il Comitato Vivibilità Cittadina con il patrocinio del Comune di Napoli ed è stata abbracciata da numerose associazioni e comitati. I dettagli saranno illustrati sabato 7 dicembre nella sede di Napoli Pedala che da subito ha deciso di promuovere l’incontro.

L’iniziativa come la sua molla ispiratrice è sacrosanta, ma viene da chiedersi: una maggiore sinergia tra organismi di partecipazione attiva, leve di mobilitazione ed Istituzioni non potrebbe consentire di massimizzare gli sforzi, in forma sempre gratuita s’intende, per i cittadini? Questa volta è la Regione Campania ad attendere che il ministero dell’Ambiente si attivi, la giunta di s. Lucia con la delibera n.120 del 26 marzo 2019 ha approvato il testo di Accordo di Programma per la tutela della qualità dell’aria, con il quale il Ministero Ambiente, la cui firma si attende da troppi mesi considerato anche il numero dei comuni già segnalati dalla Commissione Ambiente UE in procedura di infrazione, si spera arriverà prima della fine del 2019. L’accordo consentirà di avviare una serie di azioni capillari volte al monitoraggio partecipato dell’aria che respiriamo, mettendo a disposizione della Regione un finanziamento di 4 milioni di euro. 

Tra le misure contenute c’è anche l’attivazione del Progetto MONICA elaborato dall’ENEA e dall’Università di Agraria sul territorio del Comune di Portici. Il Comune di Portici vincitore, su 60 città italiane candidate, e 170 partecipanti al terzo bando europeo UIA – Urban Innovation Actions. Tra i 22 progetti concorrenti in tutti e quattro i settori ci sono quelli di grandi città come Parigi, Amsterdam, Barcellona, Bruxelles e Budapest. Segnalato come best practies dal 2 dicembre sul sito dell’ISPRA l’obiettivo di Air-Heritage, nome del progetto vincitore di Portici, è quello di aumentare la partecipazione della comunità locale sul tema della qualità dell’aria, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici innovativi, a disposizione dei cittadini e delle autorità, per migliorare gli stili di vita e le abitudini di tutti, diventando così un modello per città europee delle stesse dimensioni. Air-Heritage prevede il coinvolgimento attivo e gratuito degli stessi cittadini nel monitoraggio delle emissioni, grazie a sensori sviluppati da Enea, che è responsabile del coordinamento scientifico del progetto. I sensori, soprannominati “MONICA” (acronimo di MONItoraggio Cooperativo della qualità dell’Aria), possono essere installati facilmente su biciclette, passeggini e altri mezzi di trasporto. In questo modo gli stessi cittadini possono valutare l’inquinamento atmosferico nel corso dei loro spostamenti quotidiani. Si tratta, in altre parole, di un progetto di “citizen science”.

La presentazione, nella Sala Cinese della Reggia di Portici, del progetto «Air-Heritage».

I dati “istantanei” sulla qualità dell’aria raccolti da MONICA saranno integrati con quelli delle centraline fisse Arpa Campania, permettendo la creazione di mappe ad alta risoluzione spaziale e temporale per supportare il decisore politico. Arpa Campania metterà a disposizione i dati della sua rete di monitoraggio, composta da centraline fisse e laboratori mobili. L’Agenzia inoltre contribuirà allo sviluppo della rete di sensori utilizzata specificamente per il progetto e alla valutazione dei risultati della modellistica sulla qualità dell’aria. Legambiente Campania sulla base dei risultati raccolti coinvolgerà le scuole e i cittadini nella sfida per rendere l’aria più pulita e liberarla dalle emissioni nocive, promuovendo le buone pratiche di rispetto per l’ambiente e la mobilità sostenibile con l’istituzione, ad esempio, dei cosiddetti “Pedibus” per le scuole.

Il dipartimento di Agraria, qui al Sud, con la sua esperienza consolidata di studio delle dinamiche ambientali, svilupperà un modello di qualità dell’aria simulando i flussi di traffico e la dispersione degli inquinanti in un sistema applicato alla città di Portici, mentre Terraria Srl, in base ai dati raccolti, renderà disponibile attraverso una piattaforma digitale un Sistema di Supporto alle Decisioni (DSS) in grado di indicare un quadro complessivo della città utile a identificare le azioni urbane più efficaci per ridurre l’inquinamento. «Arpac», ricordiamo è il soggetto che in Campania ha il ruolo istituzionale, in regime di public policy, per monitorare la qualità dell’aria in maniera continua e sistematica. Sono più di quaranta le centraline collocate stabilmente nei centri urbani della regione, e certo sono ancora poche viste la pericolosità degli agenti chimici a cui grandi e piccoli sono esposti, a cui si aggiungono quelle situate nei pressi degli impianti di trattamento di rifiuti e i cinque laboratori mobili utilizzati per campagne straordinarie, ad esempio in occasione di incendi.

Il sistema di monitoraggio funziona ed è conforme alle norme di settore», commenta il commissario Arpa Campania Stefano Sorvino, «ma occorre esplorare anche la possibilità di integrarlo con la collaborazione di altri soggetti, tra cui gli stessi cittadini. Ecco perché abbiamo aderito con convinzione a questo progetto di monitoraggio cooperativo della qualità dell’aria, che crediamo possa produrre utili risvolti operativi».