di Francesca Piccolo.

Sembrano smentite le desistenze verso la scelta di Sandro Ruotolo a candidato sintesi per il comune di Napoli, lo riportano con forza fonti interne al M5S che intanto converge al Senato con la candidatura del giovane ingegnere Napolitano. Nelle prossime ore, i pentastellati annunciano che il presidente della Camera, Roberto Fico assumerà una posizione netta, smentendo fantasiose ricostruzioni giornalistiche riguardanti accordi e desistenze per sostenere Sandro Ruotolo, il candidato del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e del governatore della Campania Vincenzo De Luca. Restano evidenti le perplessità sull’ingresso nella coalizione, con Italia Viva, in particolare con il movimento del sindaco di Napoli con cui, negli anni del suo governo, Renzi ha avuto fortissime tensioni.  

E poi resta sul tavolo la dura discussione all’interno del PD napoletano: “Sandro Ruotolo non è ancora il candidato del PD” – a dirloè la senatrice Valeria Valente. Il battibecco nel PD, che sembra il leit motiv del fu primo partito del Paese, si consuma in tutte le forme sterili, poco sui giornali, molto sui social. Valeria Valente blocca Sandro Ruotolo e questo lo abbiamo capito, o meglio abbiamo capito che il compito di fare saltare il tavolo è stato affidato ancora a lei, che fece la parte della giovane antagonista nella corsa per palazzo San Giacomo contro l’ex Governatore Antonio Bassolino. Ma su mandato di quale comitato di saggi? “l’alleanza non è definitiva – ha dichiarato ai giornali – ci sono altri nomi sul tavolo. Ovviamente non usciranno quelli papabili fino al tempo utile per le campagne elettorali, dunque il nome del giornalista Sandro Ruotolo intorno a cui sembrava realmente suggellarsi il coagulo virtuoso di politica e civismo è da ritenersi definitivamente bruciato? (come si dice in gergo politichese).

La realtà sembra solo un clima da palazzo bizantino di lontane discussioni dentro lo stesso PD. Riccardo Marone, ex vicesindaco di Napoli, non la manda a dire a Nicola Oddati, oggi segreteria nazionale del PD, (pupillo di Antonio Bassolino ai tempi della stagione del dissenso sociale organizzato e giovane segretario di sutura con i DS): “ti ricordo, caro Nicola Oddati, che quello con cui ti sei alleato è quello che ha detto di aver cacciato la camorra da Palazzo s. Giacomo. Quindi compreso te che c’eri”. Nicola Oddati replica immediatamente al suo ex compagno nei DS: “il candidato non è lui. (quindi confermerebbe la linea di un possibile convitato di pietra del PD). Ruotolo lo abbiamo proposto noi e lui ha rinunciato alla sua candidata, che era la Palmieri (AnnaMaria Palmieri assessore comunale alle politiche scolastiche). Poi sono l’unico – continua Oddati – ad aver reagito duramente e pubblicamente alle accuse ridicole di De Magistris”.

Perciò, contro l’accordo“Ci sono ancora dei nomi sul tavolo, aspettiamo qualche giorno per scegliere il candidato di tutti” sembra corrispondere al vero a leggere Nicola Oddati nei suoi post sui social, dunque, nessuna decisione definitiva sulla candidatura del giornalista alle suppletive di Febbraio per il PD. E quindi lo slancio del segretario Napoletano del Pd Marco Sarracino sul nome di Ruotolo, a detta anche della senatrice Valente – era solo per le elezioni suppletive per il Senato in programma a Napoli il 23 febbraio per riempire il seggio vuoto dopo la morte del professor Franco Ortolani, esponente del Movimento 5 Stelle” non era un “amorevolmente d’accordo” – come ha dichiarato la Valente in questi giorni su alcun giornali – ma “Machiavellicamente d’accordo” – poiché mancherebbero all’appello alcuni piani di questo delicato banco di verifica.

O è stato solo un “pariare” (slang della lingua napoletana che definisce il prendersi gioco tra il serio e il faceto) come lo definisce Nicola Oddati sulle sue pagine social? Gli elementi meno decifrabili di questo scenario sono forse anche quelli materialmente più dinamici e meno contabili, proprio tra gli esponenti del collettivo Insurgencia che potevano andare iperbolicamente a convergere con il governatore della Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e la cosiddetta sinistra dell’ex bassoliniano Peppe De Cristofaro in una quadratura algebrica per sostenere il giornalista con l’obiettivo di togliere il seggio ai pentastellati? Forse, ma oggi non sembrerebbe più questo il piano e poi chi si starebbe assumendo nelle stanze di governo il compito di dialogare (ma seriamente) con le fasce più radicali della sinistra che oggi ha assunto densità di posizione al palazzo San Giacomo? Piero De Luca, deputato del Pd e primogenito della Governatore della Campania aveva accolto con entusiasmo la candidatura: “Sandro Ruotolo è un giornalista di valore, personalità indipendente, uomo impegnato da sempre in battaglie civili e per la legalità, attento ai problemi del Sud – sottolineava il figlio del governatore –  Il Partito Democratico – quale parte del PD? –  rivendica l’autonomia e la bontà della scelta di questa candidatura, volta a raccogliere un consenso ampio nella società e consentire quindi di vincere la prossima tornata elettorale. Sembra, altrove, che ci sia già chi lavora sul simbolo della candidatura che sarà “Napoli con Ruotolo”.

Ieri, era annunciato che arancioni di Dema e di Insurgencia, con il presidente di municipalità Ivo Poggiani, ma anche piddini e militanti sarebbero stati presenti nelle piazze di Napoli per cominciare la raccolta di firme a sostegno della candidatura. Ovviamente la città reale con i suoi drammi, i suoi problemi è affaccendata a trovarsi da solale sue soluzioni, ma questo alla politica e al suo “pariare” non interessa.