venerdì, Ottobre 7, 2022
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Rosato a Stylo24: «Autonomia differenziata sì ma che sia equa»

Il presidente di Italia Viva: «Giovani devono pensare a costruirsi un futuro, non a mantenere il Reddito»

di Emiliano Caliendo

In occasione di un evento elettorale del Terzo Polo al Vomero, a sostegno di Caterina Cernicchiaro, candidata al collegio uninominale della Camera U03 San Carlo all’Arena, Ettore Rosato – uomo macchina di Italia Viva, candidato anch’egli in Campania alla Camera – spiega che tipo di voto è quello alla lista targata Azione-Italia Viva.

«Significa – dice – fare una scelta contro il rischio astensionismo e il voto di pancia che non può dare poi nessuna risposta. Sono le promesse vuote che destra e sinistra stanno facendo: dai 1.000 euro di pensione per tutti, all’abolizione della Fornero, tutte cose per cui non ci sono le risorse affinché possano essere realizzate. Oppure le promesse del M5S che pensa che qui in Campania tutti vivano o vogliano vivere solo di assistenza. Noi vogliamo pensare allo sviluppo, ai giovani, non farli scappare da qui, dandogli occasioni di crescita e di lavoro. Noi puntiamo su questo».

Il prossimo Presidente del Consiglio

Onorevole Rosato, ieri Renzi è stato molto chiaro affermando che le strade dopo il voto sono due: o un governo Meloni o il governo Draghi da voi auspicato. In caso di mancata vittoria del centrodestra, l’unica figura che vi piacerebbe vedere alla guida dell’Esecutivo è quella di Mario Draghi? Possibile non ce ne siano altre anche all’interno del Terzo Polo stesso?

«Noi stiamo puntando al meglio e all’interesse dell’Italia, non all’appagamento del desiderio di qualcuno del Terzo Polo di fare il premier. Peraltro, Matteo Renzi l’ha già fatto, non bisogna capire se sappia farlo o no».

Un tecnico neanche andrebbe bene?

«Il problema è mettere il migliore. Il migliore che abbiamo è Mario Draghi. Uno mi deve spiegare perché al posto di Mario Draghi dobbiamo metterne uno di serie B. Allora, noi puntiamo sulla serie A».

Il reddito di cittadinanza e il Mezzogiorno

È preoccupato dai bagni di folla di Giuseppe Conte a Napoli e dal fatto che i numerosi percettori di Reddito di Cittadinanza vedono nel M5S l’unico loro riferimento politico?

«I percettori di Rdc sbagliano, lo dico con grande rispetto. Il Rdc non è eterno: un ragazzo di 25-30 anni non deve pensare a come prendere il Rdc per i prossimi 40 anni, ma pensare a costruirsi un futuro, un lavoro, una professione. Noi pensiamo a quello. Chi, invece, è in una situazione di povertà ed ha diritto all’assistenza dello Stato non si deve preoccupare. Anzi, noi lavoreremo con la coscienza che la povertà va combattuta e non solo con un assegno, ma va combattuta con altri strumenti a cominciare da un sistema sanitario ed educativo efficiente, dalle politiche sulla casa, dalla presenza di un assistente sociale presente nella vita di una persona in difficoltà, non solo di uno sportellista dell’INPS».

Sul Mezzogiorno, il Pd ha presentato la Carta di Taranto proponendo un piano di assunzioni pubbliche per 900mila posti di lavoro. Qual è la vostra contro-ricetta?

«È una promessa di quelle tipiche del Pd che poi non si realizzano. Ma non è nemmeno fattibile, perché a promettere un milione di posti di lavoro ci aveva già pensato Berlusconi. Loro, per non fare la stessa cosa, ne hanno promessi 900mila. Mi sembra che stiamo andando verso il ridicolo. Servono le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, certo. Ma dobbiamo sapere che non si faranno mai se non c’è un efficientamento della Pubblica Amministrazione. Bisogna dare le risorse ai Comuni per spendere i soldi del Pnrr. Bisogna fare le cose con intelligenza, non con promesse roboanti che poi non si realizzano».

Nord e Sud

Autonomia differenziata: è un sì o un no per il Terzo Polo?

«Autonomia sì, certo. Ma un’Autonomia che consenta a tutti di avere un fondo di perequazione che non provochi nessuna da differenza tra Nord e Sud. Anzi, da questo punto di vista una risposta dev’essere oggettiva. I livelli di autonomia che abbiamo sperimentato in Italia hanno dimostrato qualche volta di essere giusti ed efficienti, altre volte di essere dei disastri. Penso a quanto successo con la sanità durante la pandemia. Abbiamo visto quanto sarebbe stato più utile avere una politica sanitaria centralizzata».

Se doveste andare all’opposizione, che tipo di opposizione sarebbe la vostra?

«La nostra sarà sempre un’opposizione con toni moderati e con una spinta molto netta sui contenuti. Ma con rispetto per chi governa. Non siamo quelli che vedono nell’avversario politico un nemico da combattere con urla, mettendolo nell’angolo dello scontro ideologico del secolo scorso. Siamo persone che cercano di trovare punti di sintesi e di trovare la modalità, anche nel ruolo di opposizione, di fare le cose che servono per questo Paese».

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