Spin Doctor è un esperto di comunicazione politica e di strategie elettorali che analizzerà, per «Stylo24», i temi di politica locale e nazionale fino alle prossime Politiche

di Spin Doctor

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Otto voti di fiducia, tra Camera e Senato, e il Rosatellum bis (che prende il nome dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato) è la nuova legge elettorale. Effetto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si uniscono i voti favorevoli dei verdiniani che a palazzo Madama risultano essere determinanti. In pratica, la nuova legge elettorale che dovrebbe garantire una stabilità politica e amministrativa alla forza politica che uscirà vincitrice dalle prossime elezioni politiche, è una sorta di Mattarellum invertito, tra maggioritario e proporzionale.

Matteo Renzi e Paolo Gentiloni al momento del passaggio della campanella
Matteo Renzi e Paolo Gentiloni al momento del passaggio della campanella

Il Rosatellum bis o 2.0, prevede un sistema elettorale misto, in cui la distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il restante 64% proporzionale: 231 seggi alla Camera e 116 al Senato vengono assegnati attraverso collegi uninominali, in cui vince il candidato più votato.

L’attribuzione dei restanti seggi avviene con sistema proporzionale,
in collegi plurinominali con massimo 4 candidati,
i cui nomi saranno visibili sulla scheda elettorale.

Non sono previste le preferenze. La scheda elettorale è unica, con il nome del candidato nel collegio uninominale e le liste collegate, corredate dai nomi del listino nel proporzionale: non è possibile il voto disgiunto.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Nei seggi uninominali viene eletto il candidato più votato, in quelli da assegnare col proporzionale il riparto avviene a livello nazionale. I partiti si possono presentare da soli o in coalizione, e le coalizioni, che devono indicare il capo politico, presentano un candidato unico nei collegi uninominali. Lo sbarramento è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. Cosi come avveniva con la vecchia legge elettorale, il Mattarellum, la presenza dei collegi uninominali favorirà le alleanze tra partiti, che avranno una spinta a dividersi tra di loro i vari collegi e appoggiare in maniera unitaria i candidati di coalizione; condizione che favorisce il centrodestra che, soprattutto alle ultime elezioni amministrative (Genova, Venezia e ultima la vittoria di Nello Musumeci in Sicilia), ha mostrato di riuscire a ottenere buoni risultati quando si presenta unito.

Il leader del centrodestra Silvio Berlusconi
Il leader del centrodestra Silvio Berlusconi

Anche il centrosinistra potrebbe risultare avvantaggiato, se il PD riuscisse a formare una coalizione con le forze di centro e con quelle alla sua sinistra. Il Movimento 5 Stelle, invece, rischia di essere la forza più penalizzata da questo sistema. Da un lato non intende allearsi con nessuno, dall’altro non ha molti candidati forti e con l’esperienza e la notorietà necessaria a competere efficacemente nei collegi uninominali.