Rosario Andreozzi

di Giancarlo Tommasone                                                                                                                                                             Sono passate poche ore dalla nomina di Egidio Giordano (in quota Auricchio); il sedicente leader di Insurgencia è dal pomeriggio di mercoledì scorso, il nuovo assessore alla Cultura e alle Politiche sociali della III Municipalità di Napoli. Ma trascorrono appena pochi minuti dall’ufficializzazione che già si raccolgono notevoli malumori. Che provengono non tanto dall’opposizione (ininfluente politicamente il suo giudizio su questo particolare aspetto), quanto dalla maggioranza, e dallo stesso partito del sindaco Luigi de Magistris.

Come riportato ieri dalla nostra testata, dopo l’attribuzione dell’incarico da parte del presidente Ivo Poggiani, comincia a circolare su alcuni gruppi WathsApp un messaggio audio, registrato da un sindacalista molto vicino a Rosario Andreozzi (capogruppo di deMa in Consiglio). Un messaggio, di cui siamo in possesso e di cui abbiamo riportato ampi stralci, prodotto da chi era iscritto alla corsa per l’assessorato (poi occupato da Giordano), e che si sfoga contro chi «a stanze chiuse» ha avallato la scelta di dare l’ennesima poltrona a «quelli di Insurgencia».

Egidio Giordano, al centro della foto, in abito scuro, il giorno della nomina

Partendo da quell’audio, la nostra redazione, ha sondato gli umori di alcuni consiglieri di maggioranza, che hanno pure confermato l’esistenza di due correnti in seno a deMa; e il pericolo che costituisce, per la tenuta degli arancioni, l’assessorato attribuito a Egidio Giordano. Su questi ed altri punti della vicenda, abbiamo raccolto le parole del capogruppo in Consiglio comunale di Democrazia e Autonomia, Rosario Andreozzi.

L’opposizione, riferendosi alla Conferenza dei capigruppo di ieri (andata deserta), parla di palese scontro in maggioranza: si sarebbe acuito dopo la nomina dell’assessore in III Municipalità. Quanto mina la tenuta di deMa l’incarico a Giordano?
«Non c’è alcun legame tra la conferenza dei capigruppo e la nomina di un assessore di Municipalità. E l’incarico a Giordano, non influisce assolutamente sulla tenuta del partito; anche perché Giordano, oltre a essere un compagno, è una persona che ha una storia straordinaria, non solo in città, ma in tutto il Paese. Farà molto bene l’assessore, il tempo ci darà ragione».

Noi, invece, abbiamo raccolto molti malumori riguardo all’assegnazione di questo incarico, soprattutto nelle fila della maggioranza e finanche da parte di esponenti di deMa, che parlano di spaccatura in seno al movimento.
«Voglio premettere che la carica è stata assegnata dal presidente Poggiani. Detto ciò, relativamente ai malumori, a me non risultano; io non ho ascoltato alcun tipo di lamentela rispetto alla nomina di Egidio Giordano ad assessore. Anzi, ho letto e ho sentito soltanto apprezzamenti. E credo che sia la maggioranza, che deMa, siano contenti del ruolo che va a ricoprire Giordano a Via Lieti. Inoltre non mi risulta alcuna spaccatura all’interno del partito di cui sono capogruppo».

A noi, invece, da quanto accertato, risulta il contrario. Risulta pure che in corsa per quel posto c’erano anche altre persone; una in particolare, considerata molto vicina a lei, vistasi superata, non l’ha presa bene e si è sfogata con un duro messaggio audio su WhatsApp. Glielo hanno girato?
«No, al momento non mi hanno girato alcunché, quindi non posso intervenire su cose che non conosco».

Diciamo che la persona del messaggio, alquanto adirata nei suoi confronti, ha parlato di accordi «a stanze chiuse» e ha fatto intendere chiaramente, come ancora una volta siano stati accontentati quelli di Insurgencia.
«Ribadisco, non so dell’esistenza, né tantomeno dei contenuti di questo messaggio. Relativamente a Insurgencia posso dire che è un laboratorio politico che lavora molto bene, è una realtà importante. E poi, in Consiglio comunale c’è solo Eleonora De Majo, che viene da quell’esperienza. Non ci sono altre figure istituzionali che provengono da Insurgencia».

Ne è sicuro? E l’assessore comunale Laura Marmorale? L’ex consigliere Pietro Rinaldi, attuale capo di Gabinetto della Città Metropolitana? Lo stesso Egidio Giordano? Ivo Poggiani? Non sono espressioni di Insurgencia?

«Certo».

Ecco.
«Insurgencia è un laboratorio politico che forma e ha formato decine e centinaia di quadri in questa città ed è importante, una ricchezza, per la città stessa, quando detti quadri vanno a rappresentare anche la parte dirigente. Insurgencia è una risorsa positiva appunto perché costruisce quadri che si mettono a disposizione della collettività».

Parla di formazione di quadri, di futuri dirigenti, visto così, sembra un centro di potere piuttosto che un centro sociale, non le pare?
«Assolutamente no, credo che Insurgencia sia una ricchezza per noi e per Napoli, una esperienza da cui attingere, perché, lo ribadisco, è positivamente formativa».

Anche lei frequenta Insurgencia?
«Certo, provengo da un’altra esperienza, ma frequento Insurgencia come frequento altri centri sociali».

Come giudica l’aggressione da parte di un altro esponente di Insurgencia, Raniero Madonna, nei confronti dei compagni di Potere al Popolo, alla manifestazione anti Salvini di giovedì 16 maggio?
«Guardi, io ero lì e non ho visto alcuna aggressione da parte di Madonna».

Diciamo che non se ne sarà accorto, anche perché a testimoniare l’aggressione, c’è un video che è diventato virale in poche ore. Non ha visto le immagini?
«Purtroppo no, non le ho viste. Poi credo che quando un corteo venga organizzato da centri sociali, normalmente si sceglie di scendere in piazza con striscioni o quant’altro, non ci sono dei simboli di appartenenza a partiti politici. Si dovrebbe essere rispettosi relativamente al non manifestare con bandiere di partiti politici».

Parla di bandiere, ciò fa capire che un po’ si è accorto dello scontro innescato da Madonna, che ha «strappato» dalle mani di un manifestante il vessillo di Pap. Stava scoppiando una rissa tra compagni. L’antagonismo napoletano non ha fatto una bella figura. Non crede?
«Sì, sono cose che andrebbero sempre evitate, però se ci si è accordati che al corteo non ci devono essere simboli o bandiere riferibili a partiti, e poi c’è chi disattende le regole, capitano di queste cose». 

Ecco, parliamo di mancato rispetto delle regole. C’era pure lei a bordo dell’auto della consigliera De Majo, quando ha parcheggiato in divieto di sosta davanti al Comune?
«No, io non c’ero. Ma la De Majo non ha parcheggiato la macchina in divieto di sosta».

No? Ma ci sono delle foto che lo testimoniano e poi lo ha ammesso la stessa consigliera.
«Le spiego. Io ho chiamato De Majo, perché quel giorno era il compleanno di Egidio Giordano, e ho detto di passare al bar per prendere un caffè. De Majo ha detto che stavano andando in farmacia, e io le ho fatto notare che la farmacia sta proprio a due passi da Palazzo San Giacomo. Sono arrivati, lei si è recata a fare le sua commissione, io sono andato al bar con Egidio».

Sì, ma la macchina è stata lasciata in divieto di sosta.
«Sì, ma giusto tre minuti per andare in farmacia».

Ciò non toglie che sia stata commessa un’infrazione. A noi, comunque (anche questo è certificato) risulta che l’auto sia rimasta in divieto di sosta come minimo quindici, se non 20 minuti.
«No, al massimo saranno stati sette, otto minuti».