Rosa Di Domenico riabbraccia la madre all'aeroporto di Capodichino

di Giancarlo Tommasone

E’ il momento della gioia. Così deve essere per Rosa Di Domenico e per la sua famiglia che l’ha riabbracciata dopo più di nove mesi. Anche l’Italia stringe idealmente a sé la 15enne di Sant’Antimo, spera perfino di poterla vedere, durante la spasmodica attesa pervasa da una sorta di morbosa curiosità, che tiene incollati milioni di telespettatori allo schermo, sintonizzati precisi alle 21.15 di ieri su Rai 3, per sapere, comprendere e poi discutere della vicenda di una ragazza ritrovata.

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Rosa è minorenne e in televisione non può comparire (così deve essere, così è stato); a ripercorrere la sua storia sono la conduttrice della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’, Federica Sciarelli e l’inviato Giuseppe Pizzo. Si apprende dunque che la 15enne il 24 maggio scorso sale su un treno che la porta a Bari, di lì si imbarca clandestina – nascosta in un camion in mezzo a quintali di scatoloni – su una nave per la Grecia. Il camion, si rendiconta, è di un amico di Qasib e in Grecia, ad aspettare la ragazza c’è proprio il pakistano. Non è dato sapere se la ragazza sbarchi a Igoumenitsa o a Patrasso. Da Bari partono anche traghetti per Corfù, Cefalonia e Zante.

Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa
Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa

E’ in Grecia, comunque, che secondo quanto ha riferito Rosa agli inquirenti, trova il suo amato, perché dice che si è trattato di una fuga d’amore. Questa la partenza, il ritorno sembra essere meno romantico. Qasib accompagna la 15enne all’esterno dell’Ambasciata italiana a Istanbul, poi sale a bordo di una vettura e sparisce. Di nuovo. Questo avrebbe sempre raccontato Rosa al pm del Tribunale di Napoli Nord che ha raccolto le prime dichiarazioni della ragazza. Ci sono molte cose che non tornano, tanti tasselli che ci sono ma che non sarebbero al proprio posto, altri, sono mancanti. Gli investigatori però indagano e continuano a farlo; tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che la versione della ragazza sulla fuga d’amore potrebbe essere stata studiata a tavolino.

La giovane Rosa Di Domenico di Sant'Antimo
La giovane Rosa Di Domenico di Sant’Antimo

Addomesticata, se vogliamo. Un do ut des, fulcro di una ipotizzabile trattativa avvenuta per la la liberazione di Rosa. Qasib sa di essere nel mirino delle Procure italiane – “Ritirate le denunce”, dice Rosa nel famoso video fatto recapitare ai genitori -, sa che più passa il tempo più la situazione si può aggravare. E’ ritenuto dagli inquirenti il sequestratore della ragazza. Al vaglio degli investigatori anche la possibilità che nell’ultimo periodo, qualcuno – magari un uomo di legge, che potrebbe far parte della rete dei conoscenti del pakistano – gli abbia consigliato di lasciare andare Rosa. Ma prima – ed ecco che prenderebbe corpo la pista della trattativa – ci sarebbe stato il bisogno di studiare la versione più ‘indolore’ per Qasib. E allora, ipotizzano gli investigatori, alla 15enne sarebbe stata impartita la ‘lezione’ con la versione della fuga d’amore.

Il giornalista Giuseppe Pizzo intervista la mamma di Rosa Di Domenico

A parte il novero delle ipotesi fin qui snocciolate, le indagini continuano. Naturalmente adesso Rosa deve riacquistare man mano serenità e ‘settarsi’ anche emotivamente. C’è tempo per gli inquirenti di trovare i tasselli mancanti e incastrarli tutti nella giusta posizione. «L’attenzione deve continuare ad essere alta» ha detto durante la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ l’avvocato Maurizio Lojacono, che durante questi mesi ha assistito i familiari di Rosa gratuitamente.

L’avvocato Maurizio Lojacono

Non dimentichiamo, aggiungeremmo noi, che Qasib ha fama di playboy e che Rosa potrebbe essere stata solo una delle ragazze con cui ha intrapreso una relazione. Non dimentichiamo che Rosa ha 15 anni. A quell’età si fanno tante sciocchezze, soprattutto per amore, ma si è anche tanto esposti al plagio delle persone più grandi. Non dimentichiamo che quello che ora Rosa prova per Qasib lo sa soltanto lei. Ha ragione l’avvocato Lojacono: adesso non bisogna abbassare la guardia.