La sede del consiglio regionale della Campania al Centro direzionale

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di Francesco Vitale

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Rientra lo stato di agitazione dei dipendenti della ditta Ita srl. I lavoratori impegnati nell’opera di manutenzione presso il Consiglio regionale della Campania (Centro direzionale, Torre F13), avevano fatto sapere che erano in procinto di effettuare manifestazioni, nel caso in cui non fossero stati versati i corrispettivi per il mese di settembre.

Con una nota a firma
di Gennaro Quatrano,
la segreteria provinciale
della Fisascat-Cisl Napoli
aveva proclamato lo stato
di agitazione e attivato
la procedura
di raffreddamento

Sulla vicenda Stylo24 ha ascoltato proprio Gennaro Quatrano, che ha confermato l’avvenuto pagamento dello stipendio di settembre ai dipendenti Ita. «La situazione si è normalizzata, almeno per quanto riguarda i corrispettivi dello scorso mese», afferma. Anche se bisognerà continuare a vigilare, perché, come rilevava la nota della Fisascat-Cisl prodotta la scorsa settimana,  la segreteria risultava «essere fortemente preoccupata per la situazione di disagio creatasi nell’appalto in oggetto, con i lavoratori esasperati per i continui ritardi delle retribuzioni mensili rispetto a quanto previsto dal Ccnl».

Per tale motivo il sindacato aveva chiesto alla ditta Romeo Gestioni di intervenire tempestivamente nei confronti «della sua consociata Ita srl, tutto quanto per scongiurare disagi o disservizi». Quatrano ha confermato alla nostra redazione l’uscita di alcune ditte dal consorzio Romeo Gestioni. «In effetti – ha dichiarato Quatrano – si sono registrati un paio di casi del genere. Alle ditte consociate uscite dal consorzio, sono subentrate delle altre».

Anche su questo fronte l’attenzione dei sindacati resta alta

La situazione di disagio che ha interessato i dipendenti Ita, per la vicenda dello stipendio di settembre, sarebbe purtroppo vissuta, per cause simili, anche da altri lavoratori che operano per alcuni subappaltatori confederati nel consorzio di Romeo Gestioni. In virtù delle note difficoltà che interessano Romeo, difficoltà di natura giudiziaria, ma anche finanziaria (a causa del ritardo dell’erogazione dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione), diversi subappaltatori starebbero vagliando la possibilità di uscire dal consorzio. Una situazione, quest’ultima, che va costantemente monitorata. I ritardi nei pagamenti a Romeo si andrebbero a ripercuotere poi sulle ditte consociate. Da qui la scelta di alcune società di abbandonare il consorzio.

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