La sede dell'Autorità nazionale Anticorruzione

L’Anac invita la Procura della Repubblica di Napoli, che sull’ipotesi di presunti appalti pilotati al «Cardarelli» ha già in corso un’indagine che, nel novembre scorso, ha portato all’arresto del dg del nosocomio Ciro Verdoliva e dell’imprenditore Alfredo Romeo, e quella regionale presso la Corte dei Conti ad accendere un faro sull’appalto per l’«affidamento del servizio di pulizia delle aree esterne» e di quelle a «basso, medio, alto e altissimo rischio» dello stesso «Cardarelli».

Una decisione, approvata con delibera consiliare nr 1302 del 20 dicembre, che di fatto accoglie in toto l’esposto dell’azienda ««Florida 2000 srl», precedente gestore del «servizio di pulizia» – si legge nella nota dell’Anac – e «seconda classificata nella procedura di gara», effettuata col «criterio della offerta economicamente più vantaggiosa» su un unico lotto con base d’asta di 73,884 milioni di euro.

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Leggi la delibera dell’Anac (scarica) – La delibera Anac

Gara vinta dalla «Romeo Gestioni» con una offerta di 53,449 milioni di euro pari a un ribasso del 27,80 per cento.
L’Anticorruzione di Raffaele Cantone è stata particolarmente severa nelle conclusioni a carico dell’azienda ospedaliera più grande del Mezzogiorno e ne ha sottolineato le «illegittimità accertate in fase di esecuzione» che, «oltre a incidere sul contratto», svelano le «gravi anomalie che permeano la stessa fase di aggiudicazione». Gli esperti dell’Anac si sono concentrati su alcuni specifici punti, ma in particolare hanno censurato la scelta, da parte del «Cardarelli», circa l’«utilizzo improprio della metodologia di determinazione del corrispettivo dell’appalto a misura anziché a corpo – si legge –… posto che l’appalto a misura per sua natura non garantisce la certezza della spesa».

Il presidente Anac, Raffaele Cantone

Dagli atti è inoltre emersa la «modifica in sede esecutiva del costo del personale» rispetto all’«offerta prodotta in gara» dalla Romeo in quanto l’«aggiudicataria ha riportato il profilo orario da 30 a 40 ore settimanali» così come impone il contratto collettivo nazionale. A tal riguardo, l’Anac parla addirittura di uno «stratagemma», adoperato dalla Romeo, «consistente nella quantificazione dell’offerta economica» parametrata «sul monte ore effettivo, senza considerare l’incidenza delle ore non lavorate (permessi, riposi, sostituzioni, ferie, malattie)» e quindi senza calcolare in alcun modo il «costo orario contrattuale».
Durante la fase istruttoria, i dirigenti del «Cardarelli» non hanno nemmeno chiarito la «discrasia tra l’importo offerto dall’aggiudicatario in sede di gara e quello risultante dal contratto», superiore di 400mila euro.

L’ospedale Cardarelli

Una sorta di «rinegoziazione» vietata dalla legge. Sono state dichiarate «insufficienti» pure le «motivazioni relative agli incrementi in fase esecutiva dell’importo dell’appalto», considerato che Romeo ha percepito, ogni mese, 200mila euro in più rispetto a «quanto offerto e contrattualizzato per il servizio appaltato». Prestazioni integrative straordinarie che, però, sono diventate «ordinarie» e che hanno consentito, alla luce di quel che scrive l’Anac, di far guadagnare un extra da un milione di euro, in appena 9 mesi, alla Romeo al netto degli importi delle fatture per l’appalto ordinario e per le pulizie straordinarie.
Durissima la conclusione dell’Anticorruzione, poi, circa la collaborazione offerta dall’Azienda ospedaliera: «I dirigenti del Cardarelli non hanno risposto in modo soddisfacente alle richieste di chiarimenti avanzate» e hanno «taciuto sulla “contabilizzazione in surplus”»; ragion per cui, secondo l’Autorità anticorruzione, farebbero bene la Procura ordinaria e quella contabile, a valutare eventuali profili di interesse.