Una settimana per svoltare, 180′ per dimostrare che il Napoli esiste ancora e può uscire dalla crisi. Carlo Ancelotti ha cambiato vestito, da quello del leader calmo ha indossato la divisa del sergente di ferro che pretende dai suoi giocatori che diano tutto, quel 110% che finora non si è visto in questa stagione se non a sprazzi.

E’ questa l’aria fredda, tagliente, che si respira a Castel Volturno dove il tecnico azzurro lavora sapendo di aver la fiducia della società ma anche che questa è una fiducia a tempo: le risposte, i punti, la qualificazione, devono arrivare dalle prossime due partite, in trasferta con l’Udinese e al San Paolo con il Genk: a Udine bisogna ritrovare la vittoria in campionato che manca addirittura dal 19 ottobre, da quel 2-0 al Verona a cui sono seguiti quattro pareggi e due sconfitte. De Laurentiis parla con Ancelotti, gli dà fiducia, ma se non arrivasse la vittoria a Udine e, soprattutto, se sfumasse la qualificazione agli ottavi di Champions League, Ancelotti salterebbe, con Rino Gattuso in pole position a meno di sorprese dal cilindro tipiche del produttore cinematografico.

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Ci vuole la svolta in uno spogliatoio irrequieto, che rischia la spaccatura. Lorenzo Insigne è il leader che spinge la rinascita, che prova a prendere in mano la squadra, da napoletano. Lo sta facendo in campo ma anche negli allenamenti, schierandosi con il tecnico nonostante tra i due non siano mancate le frizioni. Ma c’è anche chi sa che la sua avventura a Napoli è finita o sta per finire. Tra questi José Callejon che si è spolmonato a destra per sei anni ma ora vede il trasferimento in Cina vicino, vicinissimo, forse già a gennaio, per raggiungere Hamsik e Benitez con un contratto multimilionario. Un destino che potrebbe riguardare anche Dries Mertens che vive un momento di fastidio e incertezza e ieri non si è allenato per un attacco influenzale, mentre Allan ha proseguito le sue terapie. Una buona notizia arriva da Milik, che ha svolto parte dell’allenamento in gruppo e punta al Genk.

Ma, infermeria a parte, il Napoli deve ritrovare convinzione e brillantezza ed è su questo che Ancelotti lavorerà da oggi quando la squadra si ritroverà a Castel Volturno e ci rimarrà in ritiro fino alla sfida con l’Udinese. Stavolta la clausura l’ha decisa l’allenatore, la squadra lo rispetterà, sapendo che deve dare risposte.