Tutte le preoccupazioni per la riorganizzazione dell’ampio e variegato mondo del food e beverage.

di Floriana Schiano Moriello.

Il 18 maggio potremmo cominciare a rivedere aperti negozi, ristoranti, parrucchieri e centri estetici e magari potremmo anche prendere un caffè al bar, ripartiranno, infatti, una serie di attività disciplinate dai protocolli del Ministero della Salute e dell’Inail. Tra le indicazioni ci sarà anche la riorganizzazione della balneazione sia per le spiagge in concessione che per le private. L’operazione sarà una sorta di esperimento perché le regioni, con un programma adeguato alla propria situazione, potranno agire in autonomia ma toccherebbe al Governo intervenire se dovesse essere paventato un nuovo rischio di diffusione del virus.

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L’accordo è arrivato al termine della videoconferenza tra i governatori e l’esecutivo, con al tavolo anche il premier Giuseppe Conte oltre ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. Maggiore responsabilità sarà il fulcro della nuova fase che prenderà il via tra meno di una settimana. Sarà cura di ogni singolo territorio far sì che vengano rispettare le linee guida individuate per bar, ristoranti, negozi e spiagge, dal distanziamento dei tavoli all’uso obbligatorio di mascherine e guanti per camerieri, dalla sanificazione quotidiana degli ambienti comuni, compresi quelli sulle spiagge, alla riduzione dei posti sotto gli ombrelloni. In Campania si sta lavorando per mettere a punto regole da applicare senza che ci sia il rischio di tornare a una eventuale nuova chiusura.

Ma la preoccupazione diffusa resta la riorganizzazione dell’ampio e variegato mondo del food e beverage dove si parla di 4 metri lineari tra un tavolo e l’altro rischiando che molte attività potrebbero ospitare un solo tavolo e i posti a sedere utilizzabili sarebbero circa 3,5 milioni quindi la metà di quelli da sempre disponibili in Italia. Se invece si potesse optare per la distanza di due metri tra i tavoli, evitando il distanziamento dei commensali allo stesso tavolo, la perdita dei coperti sarebbe del 30% anziché del 60%.

‹‹Quest’ultimo è l’unico scenario sostenibile›› – sottolinea Aldo Cursano vicepresidente vicario di Fipe ‹‹il solo in grado di permettere agli imprenditori del settore di continuare a lavorare, magari recuperando una parte dei posti a sedere persi, occupando lo spazio al di fuori dei locali›› qualora ce ne fosse e ciò sarebbe da armonizzare con gli enti locali e intanto continua così: ‹‹ Mi auguro che sia il governo sia i presidenti delle Regioni tengano bene a mente questi calcoli prima di prendere una decisione definitiva››. Ma la distanza non è l’unico limite visto che si accenna a procedure di sanificazione non agevoli anche ai sistemi di areazione e climatizzazione e si ipotizzano barriere divisorie, tutto questo con costi che andrebbero a ricadere, se non ben studiati, sulle già deboli finanze degli imprenditori.

Inoltre il comparto a poche ore dall’emanazione del nuovo Decreto Legge chiede ancora di essere ascoltato e che siano previste misure di finanziamento a fondo perduto così che il settore possa provare a essere nuovamente impulso economico per l’Italia senza dimenticare che tante attività con tavoli in meno o addirittura non in grado di riaprire continuano a fare danno all’intero indotto e a sostenerlo è anche Filiera Italiana il cui consigliere delegato Luigi Scordamaglia rammenta come ‹‹ il perdurare della chiusura del canale della ristorazione stia provocando un effetto domino sull’intera filiera agroalimentare italiana con crolli di produzione fino al 40% del settore del vino, del 45% dei formaggi tipici e del 35% dei salumi di maggiore pregio, mettendo a grave rischio occupazionale parti rilevanti dei 3,6 milioni di lavoratori dell’intera filiera ››.

Ragionare su regole rigide da rispettare nel bene di tutti è alla base della ripartenza ma a meno di una settimana dalla strombazzata data di ripresa ancora ci sono solo ipotesi e sono davvero poche le certezze lasciando ancora in balia delle onde gli operatori che in una manciata di giorni dovrebbero essere in grado di riorganizzarsi per riaccendere i motori con modalità completamente nuove e da affinare per non peccare.