I palazzi confinano con una scuola dell’infanzia e con la Cumana

di Giancarlo Tommasone

Le immagini parlano da sole, a guardare i pilastri delle fondamenta infiltrati che lasciano intravedere i tondini e le travi di metallo arrugginito, i muri gonfi di acqua (anche in seguito alle copiose piogge che si stanno abbattendo su Napoli in queste ore), viene parecchia inquietudine. La stessa che pervade da mesi, i circa 150 inquilini degli edifici che si trovano in Viale Kennedy, ai civici 405 e 425. Si tratta di strutture che confinano con la scuola dell’infanzia, e con la linea della ferrovia Cumana. Nei giorni scorsi, era il quattro novembre, l’allarme, almeno sulla carta, era rientrato, ma i fatti, come testimonia il video che pubblichiamo, sarebbero assai diversi. Tornando a lunedì scorso, il Servizio di sicurezza abitativa del Comune di Napoli ha avvisato che, sulla base del certificato di eliminato pericolo prodotto il 29 ottobre 2019 (da un geometra incaricato dagli amministratori di uno dei condomini) l’allarme fosse cessato. La consulenza di parte effettuata il 29 ottobre, si era resa necessaria dopo l’ordine di sgombero consegnata agli abitanti degli edifici, tra il 25 e il 26 ottobre.

Gli inquilini avevano dieci giorni per lasciare le case. Poi era appunto intervenuta la consulenza presentata al Comune di Napoli il 4 novembre. In base alla lettura della stessa, da Palazzo San Giacomo era arrivata la comunicazione di cessato pericolo. Stamattina, però, allertati da un gruppo di inquilini, sul posto si sono portati i vigili del fuoco, che hanno notato un preoccupante rigonfiamento che interessa un muro che confina con la scuola dell’infanzia e con la linea della Cumana. Non è escluso che i caschi rossi, nelle prossime ore, avviseranno sia i responsabili comunali dell’istituto didattico, sia quelli della Cumana. Come non è escluso il rischio di un crollo.

Le condizioni delle fondamenta di uno degli stabili
I muri infiltrati dall’acqua

A rendere la situazione ancora più allarmante, i sinistri scricchiolii che alcuni inquilini degli stabili in questione, avvertirebbero da tempo, e che si sarebbero acuiti nell’ultimo periodo. Molti, temendo il verificarsi di un cedimento, da giorni non mandano a scuola i bambini che frequentano l’asilo di Viale Kennedy. La situazione sarebbe dunque assai critica. La storia comincia nell’aprile del 2018, quando vengono segnalati i problemi alle fondamenta degli edifici, che come abbiamo visto insistono in una zona che vede la presenza di una scuola, dei binari della ferrovia e di negozi. Dopo le segnalazioni del 2018 si arriva all’effettuazione dei lavori di messa in sicurezza, datati luglio del 2019. Opere che però non sono considerate sufficienti e quindi si giunge alle azioni recenti, vale a dire all’ordine di sgombero, alla consulenza del geometra e alla dichiarazione di cessazione del pericolo.

L’ingegnere ha presentato denuncia
contro ignoti, per falso in atto pubblico

E in tutto questo si registra anche un vero e proprio giallo (anche per il tempismo in cui si manifesta) che ha a che fare con un’altra consulenza, quella che sarebbe stata presentata a giugno del 2018, e in base alla quale il Comune di Napoli avrebbe successivamente emesso un certificato di cessato pericolo per la tenuta degli stabili in questione. Nella giornata di ieri (8 novembre 2019), l’ingegnere che, secondo il Comune, avrebbe firmato quella consulenza di parte (a giugno del 2018), si è recato presso il commissariato di polizia Vasto-Arenaccia, dove ha presentato querela di falso in atto pubblico contro ignoti. Perché, dichiara alle forze dell’ordine l’ingegnere, quel documento, lui non l’avrebbe mai prodotto, né tanto meno siglato e meno che mai presentato all’ufficio comunale che poi ha emesso certificato di cessato pericolo per gli edifici di Viale Kennedy, 405 e 425.