Trentuno arresti nella piazza della “34”. Telecamere, staffette e turni continui facevano girare lo spaccio giorno e notte
Quattrocentosessantamila euro al mese. Tanto avrebbe prodotto la piazza di spaccio della “34”, al rione Traiano, finita al centro di un blitz con 31 arresti. Un giro di cocaina che, secondo l’accusa, funzionava con turni, vedette, rifornitori e perfino una stanza dove i clienti potevano provare la merce.
Il box della “34” trasformato in piazza di spaccio
Tutto ruotava attorno a uno scantinato di via Tertulliano, tra Fuorigrotta e Soccavo. Un locale già sequestrato in passato dove, secondo gli investigatori, soggetti ritenuti vicini ai Petrone-Puccinelli avevano rimesso in piedi la vendita della cocaina.
È una storia che affonda le radici negli anni precedenti. Stylo24 aveva già ricostruito le vicende giudiziarie del cartello Puccinelli-Petrone del rione Traiano, così come le condanne definitive del vecchio processo.
La microcamera che cambia l’inchiesta
Il meccanismo comincia a saltare quando i carabinieri riescono a piazzare una microcamera vicino alla postazione usata dagli spacciatori. Da quel momento le immagini registrano migliaia di cessioni e restituiscono la routine della piazza.
I clienti entravano, compravano e, secondo la ricostruzione, potevano persino provare la cocaina prima di uscire. I militari hanno parlato di una «tasting room per il controllo di qualità della merce».
Il blitz con 31 arresti è stato ricostruito anche dal Fatto Quotidiano.
Vedette e monitor per controllare la strada
La piazza si fermava pochissimo. C’erano procacciatori di clienti, vedette, rifornitori e pusher, mentre quattro monitor sorvegliavano gli angoli della strada per avvisare dell’arrivo delle forze dell’ordine. La droga, invece, veniva portata attraverso un sistema di staffette studiato per rendere più difficili sequestri e controlli.
Una macchina organizzata per tenere in piedi un incasso che, secondo gli investigatori, arrivava a centinaia di migliaia di euro ogni mese.
«In tanti sono recidivi»
A richiamare l’attenzione su chi sarebbe tornato a spacciare è stato il capo della Dda: «In tanti sono recidivi, in alcuni casi facevano parte del blitz del 2017, ciò nonostante sono tornati a smerciare droga».
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 55mila euro in contanti, un Rolex da 11mila euro e una collana di diamanti. L’elenco dei destinatari delle misure cautelari comprende anche persone già comparse nelle precedenti vicende giudiziarie del quartiere.
Gratteri torna sugli arresti rimasti in attesa
Dal rione Traiano il discorso si allarga poi al problema sollevato dal procuratore Nicola Gratteri: «Su 1300 richieste di arresti pendenti, 1150 sono della Dda».
Il procuratore ha già chiesto più magistrati per l’ufficio gip. Così l’inchiesta sulla “34” finisce per incrociare una questione molto più ampia: indagini chiuse, richieste cautelari già depositate e provvedimenti che, in alcuni casi, possono restare fermi per mesi o anni.

















