sabato, Maggio 28, 2022
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Rione Santa Caterina conteso tra i due clan

INFORMATIVA CERBERUS – Le discussioni accese e l’ira per il controllo degli affari illeciti

La divisione delle piazze e delle competenze sugli affari leciti e illeciti hanno sempre creato attrito nelle due fazioni dei D’Alessandro. Attriti che in diverse occasioni hanno rischiato di finire in faida intestina. Secondo gli inquirenti, che hanno redatto l’informativa Cerberus, uno dei maggiori punti di scontro era il controllo del Rione Santa Caterina di Castellammare di Stabia. Dalle indagini, riportate nel documento, sono emerse nel corso degli anni diversi episodi a testimoniarlo.

Da una conversazione intercettatata tra Gianfranco Ingenito, Rosaria Iovine e Michele D’Alessandro cl. 92, gli investigatori hanno scoperto una discussione avvenuta tra Augusto Bellarosa e Giovanni Savarese, detto Giovanniello. Ingenito afferma che «in mattinata – si legge – si è recato dallo zio, Giovanniello, dicendo che lì la zona di Santa Caterina è sua. Inoltre riferendosi all’estorsione ai danni di un’impresa afferma che era un’estorsione che loro avevano chiuso prima e di cui avevano parlato con Antonio detto o’ guappone e zio Antonio detto u’ curt».

L’ira della moglie del boss Luigi D’Alessandro

Parole che scatenano l’ira di Rosaria Iovine che non accetta che «Bellarosa non abbia fatto valere il potere delinquenziale del coniuge Luigi D’Alessandro cl. 73». La donna, in maniera ironica risponde: «e quello che comanda Castellammare che ha detto?», riferendosi all’uomo di fiducia del boss che in altre occasioni, come gli stessi riportano, aveva detto che la città era di Luigino e che quindi tutto doveva passare da lui. «Ingenito – si sottolinea negli atti di Cerberus – dice che lo zio Augusto Bellarosa si è lamentato del fatto che Castellammare è divisa in zone e il centro storico, in primis Santa Caterina è stata data a Savarese e Di Palma».

Una divisione che lui non poteva cambiare perché erano già state fatte prima della sua scarcerazione da Antonio o’ guappone ». Secondo il racconto di Ingenito, inoltre, Bellarosa avrebbe chiesto la sua parte su di un’altra estorsione in un altro cantiere edile. Ma a questa richiesta Giovanniello gli avrebbe risposto in maniera negativa dicendo «che lui ha i carcerati da mantenere e che quindi un pensiero non glielo poteva dare». «Ora – afferma Michele D’Alessandro agli interlocutori – io come regola mi dovrei uccidere con Giovanniello?». Ingenito e Iovine però dissentono e affermano che a parlare ora deve essere Augusto Bellarosa.

La versione del ras

A confermare quanto accaduto lo stesso protagonista della discussione con Savarese che viene accompagnato a casa D’Alessandro e racconta al giovane quanto avvenuto. «Bellarosa, – scrivono ancora – racconta che Savarese su quella “fatica della piazza” già aveva parlato con Antonio o’ curt (Schettino Antonio) e che c’erano degli accordi precedenti. Riferisce inoltre che Savarese ha domandato se lui si fosse già preso i soldi e avendo avuto risposta negativa ha esclamato: “ha detto: no, perché i soldi… no i soldi non sono tuoi”, rivendicando la titolarità e il diritto a riscuotere i soldi dell’estorsione. Bellarosa però per tutta ha affermato: “Non sono proprio i tuoi, ho detto io!”» avanzando così pretese anche sulla zona di Santa Caterina. Sempre secondo il racconto del ras intercettato Savarese avrebbe detto « che se è un discorso di Luigino» lui era disponibile a farsi da parte.

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