martedì, Novembre 29, 2022
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Clan Mauro, l’urlo del commerciante: «Mi hanno affondato 14mila euro di materiali, quelli ti mangiano vivo»

L’intercettazione che rivela le angherie delle due cosche del rione Sanità: «Si sono costruiti le case con i miei soldi, stavolta però li ho cacciati»

di Luigi Nicolosi

Non era soltanto il clan Mauro ad allungare i propri tentacoli sulle attività commerciali del rione Sanità. Anche i Vastarella, alleati tra l’altro del gruppo dei Miracoli, avevano messo sotto torchio diversi imprenditori. Le due cosche, stando a quanto emerso dall’inchiesta culminata nei quattro arresti di pochi giorni fa, non avrebbero puntato però soltanto alla riscossione delle tangenti estorsive. No, nel mirino c’erano anche alcune forniture di materiali edili formalmente prese “a pagherò”, ma in realtà mai saldate. Un retroscena da brividi, che la dice lunga sul modus operandi delle nuove paranze che hanno seminato il panico tra i vicoli del quartiere che diede i natali a Totò.

Sul punto, appare determinante la conversazione telefonica intercettata dai carabinieri il 30 marzo del 2019. Due commercianti della zona delle Fontanelle, il primo titolare di un’agenzia di scommesse e il secondo di un negozio di materiali per l’edilizia, parlano delle reciproche angherie alle quali i nuovi sgherri del quartiere li stanno sottoponendo. Dal dialogo emerge, in particolare, la sgradita visita che il secondo ha ricevuto da parte di Vincenzo Leonardo, Mariarca Iovane (sua convivente, Luca Di Vicino e Francesco Lumia. I quattro uomini, vale la pena ricordarlo, sono finiti in manette proprio con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’agenzia di scommesse. Tornando all’episodio, come riportato nel provvedimento cautelare, «Leonardo e Iovane sceglievano del materiale fino ad arrivare a un preventivo di 1.000 euro di cui, però, riservavano il pagamento solo alla consegna». Il commerciante aveva però rifiutato quelle condizioni avendo «già in passato dovuto fornire merce gratis a componenti del clan Vastarella per circa 14mila euro». In pratica, un vero e proprio salasso.

Ed è proprio il malcapitato commerciante a raccontare all’amico l’odissea nella quale, suo malgrado, si era ritrovato: «A me è capitato quello che è capitato a te, a me non mi hanno picchiato, ma mi sono venuti a cercare il materiale. È come se fossero venuti a cercare i soli. Io però non gli ho dato nulla e li ho fatti tornare indietro. Poi non sono più tornati, ma passano e spassano, guardano dentro… eh, non lo so. Se vedono a mio figlio gli fanno le “sciriate”». L’imprenditore entra quindi nel merito dell’inquietante episodio: «Allora, se tu vieni da me e ti metti a ordinare la scrivania, la sedia, senza sapere quanto costano, la stampante per fare le foto e “puortammell!”…. E a questo punta qua stai dicendo,a copp a man, “non mi dare i soldi ma dammi il materiale, e poi lo vado a vedere da un’altra parte e faccio i soldi”. Cosa devi avere, una scrivania? Chiedimi quanto costa. Costa mille euro, questo costa tanto… “Ah, ma perché qua si deve pagare prima?”. E non lo sai che si deve pagare prima? Paga e io te li porto. Basta, questa è la situazione».

Nel concludere la conversazione il coraggioso imprenditore ricorda all’amico un altro episodio che lo vide protagonista qualche tempo prima. In quell’occasione, però, fu costretto a vedersela con alcuni poco rassicuranti esponenti del clan Vastarella: «Per stare a sentire la famiglia questi mi hanno fatto 14mila euro, a me, hai capito? In passato. Non dare retta, così e colì, poi te li danno, poi finiscono di darti tanto, poi forse domani te li danno, sono cambiati, sono brava gente. A mi hanno affondato 14mila euro. Si sono fatti le case loro con i soldi miei, hai capito? Se vuoi lavorare per loro è meglio che ti togli di mezzo, perché questi ti mangiano vivo». Un vortice di ricatti e terrore, al quale il blitz della scorsa settimana ha però posto fine.

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