di Giancarlo Tommasone

Claudio D’Alessio, 30 anni, figlio del noto cantautore napoletano Gigi, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza privata e lesioni. Come si apprende da Il Tempo, il quotidiano che per primo ha rilanciato la notizia, il giovane dovrà rispondere davanti ai giudici del tribunale di Roma di una presunta aggressione nei confronti della sua colf di origine ucraina. I fatti risalgono al 5 luglio del 2014.

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All’epoca Claudio era fidanzato con Nicole Minetti

Con la donna divideva un appartamento nel quartiere Parioli a Roma. Tornata a casa verso l’una di notte, la coppia, secondo la denuncia presentata dalla colf, avrebbe cominciato a ridere, scherzare, parlare ad alta voce, svegliando di fatto la collaboratrice domestica, alloggiata in una stanza (tra l’altro senza porta) in soffitta.
A questo punto la colf, all’epoca dei fatti 51enne, avrebbe chiesto a Claudio di abbassare la voce. Di tutta risposta, il 30enne, avrebbe detto alla donna che quella era casa sua e che faceva come gli pareva. Incassate le parole del rampollo di Gigi, che secondo quanto è stato denunciato, sarebbero state proferite con tono alquanto violento, la donna ha chiesto seduta stante di essere liquidata, affermando che l’indomani mattina avrebbe lasciato la casa in cui lavorava. La discussione sarebbe avvenuta alla presenza di Nicole Minetti, ex consigliere regionale della Lombardia con trascorsi da igienista dentale di Berlusconi.

Claudio D’Alessio insieme alla ex fidanzata Nicole Minetti

Inoltre, secondo la versione fornita dalla stessa colf alle forze dell’ordine, la 51enne ucraina era occupata in nero e lavorava per 15 ore al giorno

Dopo la discussione circa la buonuscita da ricevere, ha raccontato sempre la donna, Claudio D’Alessio sarebbe salito nella stanza in soffitta e avrebbe scaraventato a terra tutti gli abiti della signora Levkova. Addirittura, denuncia la 51enne, il figlio di D’Alessio l’avrebbe spintonata verso il muro, «minacciando di colpirla con una sedia».
Questi i fatti che sarebbero avvenuti quella notte. Il giorno seguente, la 51enne ha lasciato l’appartamento di prima mattina e si è recata presso l’ospedale San Filippo Neri di Roma dove i medici hanno riscontrato ematomi, stato d’ansia, cervicalgia e hanno reputato guaribili in dieci giorni le lesioni che la donna riportava.
Dunque, Claudio D’Alessio, per i fatti del 5 luglio 2014, è stato rinviato a giudizio dal gup Clementina Forleo.

Si può dire che abbia seguito le impronte del papà famoso

Gigi, infatti, fu processato per rapina in seguito a un episodio avvenuto l’undici gennaio del 2007, all’esterno della villa del cantautore. Una coppia di paparazzi si sarebbe appostata all’esterno della residenza per fotografare Gigi insieme alla nuova fidanzata, Anna Tatangelo. Accortosi della loro presenza, D’Alessio si sarebbe avvicinato ai due invitandoli con forza ad andare via e si sarebbe impossessato delle loro macchine fotografiche.

Gigi D’Alessio con Anna Tatangelo

Per quei fatti, il pm Cristiana Macchiusi aveva chiesto un condanna a 3 anni di carcere. D’Alessio si era sempre proclamato innocente affermando che le macchine fotografiche dei paparazzi, gli “erano state consegnate spontaneamente per verificare che non fossero state scattate delle fotografie”. A giugno del 2017, il cantautore napoletano è stato prosciolto dalle accuse, grazie alla prescrizione. Lo stesso istituto giuridico era intervenuto poco prima anche per il proscioglimento dal reato di lesioni, per il quale era stato messo sotto processo nell’ambito della stessa vicenda.