Laura Marmorale e Eleonora De Majo

E Sorrentino, Marino e Villani apprendono di aver perso la delega solo durante la conferenza stampa

di Giancarlo Tommasone

Il decimo rimpasto di Giunta dell’era de Magistris sarà ricordato come uno tra i più discussi effettuati nel corso dei suoi due mandati. Critiche sono piovute sul sindaco soprattutto per la nomina di Eleonora De Majo, neo assessore che sostituisce Nino Daniele, alla Cultura e al Turismo. Ma anche per l’esclusione di Laura Marmorale. Quando le scelte erano già state prese, con la certezza della fuoriuscita della Marmorale e l’ingresso della De Majo, si sono surriscaldati gli animi. Va detto che sia De Majo che Marmorale sono considerate espressioni di Insurgencia.

Due attivisti di Insurgencia
sono venuti alle mani

Changer la femme, dicono i francesi. La rivoluzione in queste due caselle di Palazzo San Giacomo, non è stata gradita, per diversi motivi, proprio negli ambienti del laboratorio occupato di Via Vecchia San Rocco; ambienti in cui la tensione politica è sfociata in violenza fisica, portando addirittura due attivisti alle mani. L’episodio ha lasciato letteralmente sconvolti tutto coloro che hanno assistito alla scena.

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Ma restando su Eleonora De Majo, per lei sono ore tutt’altro che facili, nonostante l’incarico ottenuto e la difesa incassata da parte del primo cittadino.

Nomina alla De Majo, piovono
critiche sul nuovo assessore

Da un lato le critiche per essere stata preferita a un esponente di peso della cultura a Napoli, Nino Daniele, appunto, dall’altro le accuse di antisemitismo e di razzismo, esternate pure da alcuni gruppi cittadini filoisraeliani, a causa di presunte posizioni anti ebraiche di De Majo. Che ha pubblicato un post su Facebook per  difendersi, chiarire la situazione e contrattaccare. «Quello che è accaduto oggi è molto grave. Un attacco mediatico squadrista, immotivato perché partito da un post che pubblicai nel lontano 2015, quando non ricoprivo alcuna carica istituzionale e nel quale commentavo duramente una dichiarazione in cui il premier israeliano Netanyahu, affermò all’assemblea delle Nazioni Unite che “Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli” , dichiarazione così assurda che poi fu costretto a ritrattare», ha scritto l’assessore di Insurgencia.

Il sindaco «silura»
le delegate Sorrentino,
Marino e Villani

E tornando sugli effetti del rimpasto, c’è anche da registrare il siluramento da parte del sindaco de Magistris di tre «delegate», si tratta di Flavia Sorrentino (la pasionaria meridionalista dello sportello «Difendi la città»), Simona Marino e Daniela Villani. La prima cede l’Autonomia della città all’assessore Piscopo, Marino e Villani, invece, rispettivamente Pari opportunità e Mare, alla new entry Francesca Menna. Le tre non sarebbero state nemmeno avvertite della cosa, apprendendo di essere state private della delega solo nel corso della conferenza stampa indetta per ufficializzare i cambi in Giunta.