Un messaggio di cordoglio da Corleone

di Giancarlo Tommasone

Partiamo da Corleone per arrivare a Forcella e alla Sanità. Il trait d’union è la morte di Totò Riina. Sui social, amplificatori dell’opinione e della voce di chiunque, anche di chi altrimenti resterebbe relegato al silenzio, assistiamo allo sdegno, alla ferocia di certi messaggi, all’accanimento contro chi ha fatto sdegnare, è stato feroce e si è accanito contro le sue vittime. Ma l’universo del cyber popolo dei social non è fatto soltanto di chi festeggia per la dipartita di Riina, è formato pure da chi «piange» per la scomparsa di «Totò u curtu». La nostra ricerca parte da un campione di profili di giovani corleonesi. Sulla stragrande maggioranza delle bacheche rimbalzano i tanti servizi redatti per la scomparsa del capomafia, sono per lo più post asettici senza commenti; su altre, invece, ci imbattiamo in qualcosa che fa riflettere.

Non giudichiamo, cerchiamo di raccontare, del resto le piazze virtuali sono considerate luogo per l’espressione del pensiero di ognuno, ma non possiamo evitare di fermarci a pensare. Lui è un giovane di 30 anni, lavora in Germania ma è nato a Corleone, dove torna tutte le volte che può. Il 16 novembre, giorno del compleanno di Totò Riina, intorno alle 13, scrive: «Tanti Auguri zù Totò». Poche ore dopo, appresa la notizia per lui ferale, si affanna a redigere un altro post, questa volta su sfondo nero: «Zù Totò riposa in pace». Pur sapendo che «zù» (che sta per zio) si antepone spesso a un nome in segno di rispetto, ipotizziamo comunque che chi scrive sia un parente del morto. Incrociando i dati, però, risulta essere soltanto amico di familiari del defunto padrino.

L'arresto di Totò Riina sotto la foto del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
L’arresto di Totò Riina sotto la foto del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

Andiamo a vedere i commenti sotto il post listato a lutto, corredato tra l’altro da numerose faccine piangenti e da cuoricini. «Condoglianze alla famiglia. Rip», il cognome di chi commenta nello stesso modo di altri, ci è però familiare. A dire il vero restiamo un po’ interdetti. Non ci vuole molto ad andare sul suo profilo per fare un ulteriore controllo e risalire alla città in cui vive. Come avevamo ipotizzato, scopriamo che è di Napoli e soprattutto che è di Forcella, risulta essere anche vicino ad alcune cosche della zona. Immediatamente andiamo a spulciare nella sezione dei suoi amici e ci imbattiamo in un altro paio di bacheche su cui fa mostra di sé il «rip» del giorno, quello che ha a corredo la foto di Riina. Manco a dirlo, si tratta di giovani simpatizzanti di ambienti malavitosi di Forcella e della Sanità. Ce ne accorgiamo perché portano tatuate sulla pelle le sigle delle famiglie e dei modelli a cui si ispirano, che spalleggiano o che semplicemente hanno a cuore. Tra questi, c’è chi ha già inserito «u curtu» sul proprio muro del pianto multimediale.