L'operazione è stata condotta dai carabinieri del Noe (foto di archivio)

La società si occupa di servizi nell’ambito del settore ecologico-ambientale

Rifiuti stoccati senza autorizzazione, assenza del certificato antincendio e materiale conservato in un deposito in maniera illegittima. Queste le motivazioni che hanno portato i carabinieri del Noe di Salerno, su delega della Procura di Nocera Inferiore, al sequestro di alcuni locali della Sea, la società angrese che si occupa di servizi nell’ambito del settore ecologico-ambientale e che fa capo ai fratelli scafatesi Mauro e Corrado Scarlato. L’operazione rientra nell’ambito dei controlli portati avanti dai militari in tutto l’Agro nocerino sarnese, volti a monitorare le attività di smaltimento dei rifiuti delle aziende che operano a ridosso del fiume Sarno. Così, nelle scorse ore, l’attenzione dei carabinieri è finita sull’azienda con sede all’interno dell’area industriale di Angri, in Via Taurano. Durante il blitz, le forze dell’ordine hanno trovato 70 tonnellate di materiale cartaceo conservate senza autorizzazione in un capannone di 1.000 metri quadrati. Inoltre, 150 metri cubi di rifiuti non pericolosi erano stati stoccati senza i relativi permessi. Infine, la società era sprovvista del certificato antincendio, indispensabile soprattutto per le aziende che operano quotidianamente con materiale cartaceo. Per questo motivo, il legale rappresentante dell’azienda controllata dagli Scarlato, è stato denunciato. Le indagini, coordinate dal capo della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, Antonio Centore, continueranno nei prossimi giorni per appurare altre eventuali irregolarità nell’azienda di Via Taurano. L’opificio angrese della Sea, dunque, torna alla ribalta della cronaca. Il 19 giugno del 2017, infatti, i locali dello stabilimento di Via Taurano erano stati interessati da un incendio di vaste dimensioni che, per giorni, ha tenuto con il fiato sospeso i residenti della zona. Un rogo difficile da domare per i vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno e dei distacchi dell’Agro nocerino sarnese, in quanto le fiamme si generarono in pochi minuti grazie alla presenza di diverso materiale tra cui carta e cartoni, sacchi di iuta, alluminio e scatolami in latta. Un episodio che, per diversi giorni, fece scattare il divieto temporaneo di transito nel raggio di azione di 200 metri dalla fabbrica, emanato nelle prime ore successive al rogo, e il divieto di coltivazione dei fondi agricoli limitrofi e di consumo dei prodotti al loro interno coltivati.