Il volume della differenziata da luglio è peggio dello scorso anno

Napoli è invasa dai rifiuti, ma per Luigi de Magistris, la colpa è della pioggia di novembre. Proprio così. Il sindaco, fa l’esempio della benzina sporca che finisce nel serbatoio delle auto e che ingolfa il motore. In questo caso un miscuglio di umido e differenziata, appesantita dalle precipitazioni del mese in corso, avrebbe provocato il rallentamento del funzionamento degli stir. E di conseguenza fatto annaspare la raccolta. Giggino, dalla web Tv del Comune di Napoli, dice che la differenziata a Napoli (parla di crescita) tiene ancora. Ma sarà poi così?

I numeri relativi
al volume della raccolta

In effetti, no, almeno a guardare i dati reperibili sul sito on line di Asìa, e riportati nei giorni scorsi, da Lucio  Mauro che gestisce l’attivissimo gruppo Facebook , Cittadinanza attiva in difesa di Napoli. Dal grafico si evince come la percentuale della differenziata, a partire da luglio in poi, sia tornata addirittura sotto i livelli del 2018. E viste le condizioni in cui versa la città, sarebbe drasticamente in picchiata nel periodo successivo. Tutto ciò vuol dire che i ritardi nella raccolta non sono certo imputabili alle copiose piogge di novembre, perché si registrano già da mesi, almeno da prima di agosto.

La tabella sul volume della differenziata a Napoli (fonte Asìa)

Se i numeri erano stati in crescita nel 2019 rispetto al 2018, a luglio di questo anno, infatti si registra un 37%, che denota un passo indietro rispetto alle cifre registrate a ottobre e novembre del 2018, quando la differenziata raggiunse (in entrambi i casi) il 38,1%. Il sindaco di Napoli, però, tiene a sottolineare che il Comune sta provvedendo ad affrontare la criticità, «al di là di quanto faranno gli altri enti». Anche perché, dice, si è provveduto a intervenire su Asìa, interessata di recente dal nuovo assetto, con il Cda presieduto da Maria De Marco (un passato da decoratrice di torte e venditrice di prodotti dolciari), di cui più volte abbiamo sottolineato la nulla esperienza rispetto alla guida di un’azienda partecipata che ha a bilancio oltre 200 milioni di euro. Da qualunque prospettiva la si guardi, a Napoli, la situazione sul fronte dei rifiuti è tragica.

Quando de Magistris definì
Bassolino «monarca della monnezza»

E non è per niente migliorata rispetto agli anni scorsi. Il sindaco, alla fine del primo mandato, affermava: «Bassolino è stato il monarca della monnezza, il principale responsabile di quella stagione dei rifiuti» (Ansa, 25 gennaio 2016). Da quando rese quella dichiarazione, sono passati quasi quattro anni, ma come abbiamo visto, la città continua a fare i conti con l’emergenza. A questo punto, se l’ex sindaco ed ex governatore, Antonio Bassolino, è stato definito da de Magistris «monarca della monnezza», vista la situazione a Napoli, ci chiediamo: di quale «titolo» potrebbe essere insignito il primo cittadino partenopeo? Forse di quello di «principe della spazzatura»?