Alcuni auto-compattatori dell'Asìa

Sembra essere tornati indietro nel tempo, ad almeno una decina di anni fa, quando la città, dal centro alla periferia, fu invasa dai rifiuti. In questi giorni il «quadrante» più penalizzato dalla mancata raccolta dell’immondizia, è quello dell’area nord, vale a dire Scampia e Secondigliano; ma non sono risparmiati dall’«emergenza» i quartieri di San Pietro a Patierno (per restare in periferia), il rione di Forcella, la zona di Via Duomo, perfino la centralissima Piazza del Gesù. Quali i motivi dello stato dei fatti? I vertici di Asìa (la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Napoli), attraverso dichiarazioni rese agli organi di stampa, hanno spiegato che si tratta di rallentamenti negli impianti di tritovagliatura.

Ritorno al passato,
ma attenzione
al futuro prossimo

Superata questa fase di stop, quindi la situazione dovrebbe ritornare normale. Ma nei fatti non sarebbe così, e quindi le tonnellate di pattume che in questi giorni hanno occupato e occupano la zona nord di Napoli, potrebbero diventare una costante pure nelle prossime settimane. La situazione si fa sempre più difficile anche in virtù dell’ondata di caldo che sta interessando la Campania e il capoluogo partenopeo.

Ma tornando alle cause di questa sorta di «crisi», Stylo24 ha ascoltato un sindacalista addentro alle questioni di Asìa. «Le ragioni della mancata raccolta dei rifiuti – ha detto – sono molteplici. A partire dalle discariche in ‘affanno’ (Giugliano, Caivano e Tufino), fino ad arrivare al problema numero uno che è rappresentato dalla carenza di personale».

Ferie forzate
e discariche
in «affanno»

Ma a cosa sarebbe dovuto l’aggravamento della situazione negli ultimi giorni? Chiediamo al sindacalista. «Al fatto che la Corte dei Conti ha stabilito, che per non aver ripercussioni sul bilancio, Asìa doveva far consumare ai suoi dipendenti, le ferie arretrate entro la fine di maggio scorso». Una sorta di «ferie forzate»? «Sì, potremmo pure definirle “necessarie” a far quadrare i conti dell’azienda. E’ normale che a questo punto, ci troviamo davanti a un organico ulteriormente striminzito». Ma apprendiamo che le ferie «vecchie» non sono state completamente smaltite a maggio, e che quindi la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, perché, spiega il sindacalista, siamo nel periodo in cui parte la turnazione per le nuove ferie. «Anche se il problema principale è rappresentato dal fatto che l’azienda è sotto organico, l’età media degli operatori è molto alta (58-65 anni). Per far migliorare le cose servirebbero almeno 350 unità in più, tenendo conto anche delle prossime uscite per pensionamento», conclude il sindacalista.