Carmine Campanile e Vincenza Campagna

L’appello della donna: è lui il vero pericolo

Vincenza Campagna chiede aiuto allo Stato, ma non la sua protezione. La storia, raccontata dal ‘Mattino’, è quella di una donna che ha rifiutato l’ingresso nel programma, appunto, di protezione testimoni, in quanto ex compagna di Carmine Campanile, 39enne detenuto e collaboratore di giustizia, dopo la sua “militanza” nel clan Mazzarella. I due non stavano più insieme ancor prima del suo arresto, in quanto, dopo una storia cominciata cinque anni fa sotto i migliori auspici, l’ex affiliato alla cosca camorristica comincia a diventare violento, abusa di lei, la picchia. E lo fa anche sotto gli occhi dei figli, in particolare della piccola M., che oggi ha 5 anni, costretta a osservare il terrore negli occhi della madre per colpa del padre. L’altro bambino, L. oggi 15enne, Enza lo ha avuto da un suo precedente matrimonio. Tutto è stato messo agli atti della denuncia contro Campanile, con una corposa documentazione fatta di video, audio, chat e foto che l’uomo inviava a una amica della sua compagna per mostrare di cosa fosse capace.

Nel 2018, la 38enne riesce a fuggire dalle grinfie del suo orco e oggi è riuscita anche a rifarsi una vita, con Fabio, nuovo compagno che a maggio sposerà. Ma lo Stato è pronto a revocarle la patria potestà se non accetterà di entrare nel programma protezione testimoni. “Non mi stancherò mai di ripeterlo – afferma – per me e i miei bambini non sussiste alcun pericolo. La verità è che il vero pericolo è lui”. Sì perché, come lei stessa riferisce “da quando mi sono ribellata alle sue violenze, ha iniziato a dare in escandescenza, minacciando di morte anche i miei familiari”.

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Il 18 novembre si terrà l’udienza davanti ai giudici del Tribunale dei Minori, che ha nominato un curatore speciale a cui spetta la decisione.

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