Tariffe raddoppiate e pochi posti disponibili complicano il ritorno per le feste
Con l’avvicinarsi delle feste natalizie, per molti lavoratori che vivono lontano dal Mezzogiorno rientrare a casa diventa una vera impresa economica. Tra biglietti aerei ai massimi livelli e posti ferroviari ridotti, il viaggio verso il Sud — dall’Italia o dall’estero — si trasforma spesso in un percorso costoso. Le testimonianze raccolte raccontano di spese elevate sostenute nelle settimane che precedono la Vigilia, mentre famiglie e lavoratori cercano di trascorrere Natale e Capodanno con i propri cari. Per chi parte dal Nord o da altri Paesi europei, il rientro può risultare così oneroso da spingere qualcuno a rinunciare del tutto. La «speculazione di Natale» colpisce bus, linee ferroviarie e tratte aeree, con tariffe che in alta stagione arrivano anche a raddoppiare rispetto ai periodi meno frequentati. Giuseppe Crimaldi, su «il Mattino», ha dato spazio ad alcune storie di lavoratori impossibilitati a tornare a casa o costretti a farlo a caro prezzo. Qualcuno, però, grazie a prenotazioni anticipate, riesce a evitare rincari significativi.
Tra questi casi c’è quello di Nando Manfredonia, napoletano che lavora come ingegnere a Bristol: la sua famiglia ha scelto di non tornare in Italia durante le festività. Una decisione presa dopo aver valutato costi e praticità. «Con mia moglie abbiamo deciso di non muoverci da Bristol, per queste festività – spiega – anche per ragioni collegate ai prezzi. Abbiamo deciso, per convenienza, di partire per una vacanza di 15 giorni a gennaio, che non costa molto di più. Per noi, tornare a Napoli significherebbe spendere 2000 euro, dato che siamo in tre. I prezzi per i voli verso il Nord Italia sono più bassi e frequenti. Per Milano o Bologna si spendono circa 500 euro per tre persone. Sotto Natale i prezzi lievitano. Le disuguaglianze sono pronunciate».
Va meglio ad Alessandro De Cesaris, giovane docente ischitano di filosofia, che si sposterà in treno da Torino: «Mi sono mosso in anticipo – spiega – e ho risparmiato quasi 30 euro rispetto all’anno scorso, quando ne avevo spesi 160. Ho visto però che sui siti delle compagnie ferroviarie si trovano prezzi decisamente proibitivi per il 22 dicembre, anche 200 euro». Una difficoltà condivisa anche da Giusy Nicosia, giornalista pugliese che vive e lavora in provincia di Monza: «Da Milano a Foggia – dice – I prezzi dei treni sono stra-saliti. Diverse settimane fa era tutto aumentato. Erano rimasti posti a 173 euro. In offerta, in altri periodi, si trovano anche a 49 euro. Mediamente, il biglietto lo pago tra i 70 e gli 80 euro. Parliamo di un aumento che supera il doppio del costo normale del biglietto».
La speculazione
La pressione dei prezzi natalizi è immediata: le poche disponibilità spingono le tariffe ben oltre i 200 euro. Chi viaggia regolarmente auspica interventi pubblici che rendano più accessibili i collegamenti nei periodi festivi. «Mi piacerebbe che lo Stato introducesse agevolazioni sul prezzo dei biglietti per chi, come me, viaggia da anni per raggiungere la propria famiglia. Trovo ingiusto essere penalizzati da tariffe che, proprio in quei momenti, diventano proibitive. L’affetto non dovrebbe avere un prezzo e non dovrebbe essere un lusso».
Per contenere i costi, alcuni si orientano sui bus organizzati. Inchiostro di Puglia, ad esempio, sta predisponendo pullman in collaborazione con imprese del trasporto regionale. Anche la giornalista Raffaella Bisceglie viaggerà da Milano: «Sono riuscita a trovare un biglietto in intercity night per Foggia, a sessanta euro – racconta – ma i prezzi sono molto alti. Anche se si prenota con largo anticipo, purtroppo non si trovano offerte dal 18 dicembre in poi. Le frecce solitamente hanno un prezzo che si aggira intorno ai 90 euro. Oggi, per il 20 o 22 si trovano biglietti tra i 250 e i 300 euro. L’equivalente di un volo. L’alternativa – aggiunge – sarebbe l’autobus serale, ma anche lì i prezzi si sono alzati: in altre stagioni li si trova a 40 euro. Sotto Natale si arriva a 80».
Dal canto suo, Trenitalia comunica che per il periodo natalizio «l’assistenza ai viaggiatori sarà potenziata, con team dedicati presenti nelle principali stazioni e un rafforzamento dei canali di supporto per offrire informazioni tempestive e un aiuto immediato in caso di necessità. Potenziati anche i collegamenti Alta Velocità e Intercity per le festività natalizie e nei periodi di maggior flusso».
La questione viene sottolineata anche dalle associazioni dei consumatori. Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania, parla di un «mercato che si accende, generando un aumento speculativo dei trasporti sotto le feste di Natale. Sappiamo di compagnie aeree per Milano-Palermo o Milano-Catania che stanno offrendo voli a circa 500 euro. Francamente la situazione non è tollerabile».
Sulla stessa linea Osvaldo Ciriello, del Movimento Consumatori: «L’impennata dei costi verso Natale è evidente. Incide anche l’aumento del carburante per gli aerei, ma a questo si aggiunge la speculazione, specialmente da Milano verso Napoli e tutto il Sud». La capacità di organizzarsi in anticipo diventa quindi essenziale per evitare tariffe insostenibili. Molti studenti universitari, non avendo prenotato in tempo e privi di reddito, hanno rinunciato a tornare a casa per Natale all’ombra del Vesuvio.
Il tempismo
La programmazione resta la leva più efficace anche per i lavoratori all’estero. È il caso di Eugenia Scotti, architetta napoletana che vive a Rotterdam: «Tornerò il 13 dicembre e rimarrò a Napoli fino al 4 gennaio – dice lei – ho scelto di partire un po’ prima per evitare i costi troppo alti delle date più vicine al Natale. In generale, i voli da Amsterdam sono più cari che in altri aeroporti. Ho speso 220 euro con scalo al ritorno, e lo reputo un buon prezzo, visto che in altre circostanze ne ho spesi anche 500 per una andata e un ritorno».
Una situazione analoga riguarda Piero Santoro, originario di Bagnoli e oggi project manager a Parigi: «Sono stato fortunato – spiega – muovendomi con largo anticipo, ho speso più o meno la stessa cifra dell’anno scorso: 200 euro andata e ritorno da Parigi verso Napoli».
















