giovedì, Maggio 19, 2022
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Ricorso di ItaliaNostra al tar sul Gambrinus: «Sfregio alla storia»

L’associazione contro una procedura della Città Metropolitana di Napoli

di Fabrizio Geremicca

La Città Metropolitana di Napoli si appresta ad affidare mediante una procedura ad evidenza pubblica la locazione di due locali su via Chiaia, dei quali è proprietaria, attigui allo storico Caffè Gambrinus. Erano occupati fino a qualche tempo fa da un locatario di abbigliamento intimo e cosmetici. Italia Nostra, però, ricorre al Tar contro la procedura avviata dall’ente locale e lancia un appello a Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli, che è anche il presidente della Città Metropolitana. Obiettivo: ottenere il riaccorpamento dei due locali alla consistenza originaria del Gambrinus, come già accaduto circa venti anni fa per gli spazi che affacciano su Piazza Plebiscito e che erano stati dalla Provincia affittati al Banco di Napoli.

La lettera a Manfredi è firmata dall’architetto Luigi De Falco, il presidente facente funzioni per il Consiglio Direttivo di Italia Nostra di Napoli. «Non si può ignorare – scrive De Falco – la valenza culturale della restituzione di quegli spazi allo spazio originario unitario». Per tutelare tale valenza, prosegue Italia Notra, «l’associazione, per il tramite della sua Presidenza nazionale, si è vista costretta a promuovere un’azione innanzi al tribunale amministrativo regionale, finalizzata unicamente a garantire la più consona utilizzazione del bene tutelato ed impedire che permanga un inaccettabile stato di fatto».

Contattato da Stylo 24, De Falco aggiunge: «La Città Metropolitana insiste nel sostenere, senza prove, che i due locali ai quali facciamo riferimento siano fuori dal vincolo. La pronuncia della Soprintendenza sembra indispensabile per chiarirlo. Vero è che gli ex locatari avrebbero ripristinato le decorazioni interne, ma non corrispondono a quelle preesistenti, come da foto antiche, né risulta un’autorizzazione della Soprintendenza su questi lavori, sebbene sia stato in passato il Soprintendente a denunciare i danneggiamenti».

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