Ciro Troia davanti all'ingresso del negozio Marino Prima Infanzia (foto concessa a Stylo24 da Ciro Troia)

Il caso fatto emergere da una inchiesta della nostra testata

di Giancarlo Tommasone

Con non poche difficoltà, durante la notte appena trascorsa, Stylo24 è riuscito a parlare con Ciro Troia, il titolare di Marino Prima Infanzia, store che si trova in Piazza Mercato a Napoli. Troia, come riportato in esclusiva dalla nostra testata, da giorni è tempestato dalle telefonate e dalle accuse di una settantina di clienti insoddisfatti. Si tratta di persone (in maggioranza donne incinte) che hanno pagato in anticipo per merce che dovevano ricevere e che non è stata più consegnata.

La notizia riportata
da Stylo24 in esclusiva / La denuncia
delle donne incinte: truffate

dal venditore di culle e passeggini

Alla nostra redazione sono giunte copie di scontrini e di querele da parte di clienti, che si sono detti truffati e che hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine. Troia letto il nostro primo articolo sul caso, solo intorno alla mezzanotte di ieri, ci ha inviato un messaggio tramite Facebook. Circa mezz’ora dopo siamo riusciti a parlare con lui, raccogliendo la sua versione dei fatti.

Il negozio è chiuso dal due dicembre scorso, per quale motivo ha deciso di abbassare la saracinesca e non rispondere più alle chiamate dei clienti che aspettavano la consegna della merce?
 «Ho preso questa decisione dopo essere stato aggredito nel mio negozio, il primo dicembre scorso. Alcune persone che aspettavano la consegna, in ritardo di qualche giorno, sono venute da me e mi hanno aggredito. Io sono letteralmente scappato e  mi sono recato dalla polizia per sporgere denuncia dell’accaduto. Inoltre, al mio ritorno al negozio, mi sono accorto che era stata portata via numerosa merce e ho denunciato anche questo episodio (abbiamo chiesto copia della denuncia a Troia, ma ha preferito non fornirla, ndr). Il due dicembre avrei voluto riaprire, ma ho avuto paura».

Ma come si è arrivati a questa situazione, quella relativa ai ritardi nella consegna della merce alla clientela?
«Ho qualche problema di liquidità, ma la situazione fino a pochi giorni fa era del tutto gestibile, tanto è vero che il 30 novembre ho effettuato delle consegne. E’ capitato che si sono accumulati dei ritardi di qualche settimana, non di più. Una cliente scontenta ha cominciato a fare recensioni negative sulla pagina di Prima Infanzia, e da allora si è diffuso il panico. Quindi siamo arrivati alla situazione in cui ci troviamo adesso».

Alla nostra testata sono arrivate numerose segnalazioni, circa una settantina di persone avrebbe pagato in anticipo la merce senza avere la consegna. Alcuni clienti hanno presentato querela per truffa.
«Si è verificato un effetto “domino”, molti clienti sono andati in panico. Ma ribadisco che i ritardi erano di qualche settimana, e poi ci sono le persone a cui avrei dovuto consegnare la merce a dicembre, che hanno cominciato a chiedere la restituzione dei soldi che avevano versato. Addirittura sono stato contattato da gente a cui devo consegnare il prossimo mese di gennaio».

Ma perché si faceva pagare il totale della merce da consegnare, in anticipo?
«Voglio specificare che il versamento totale è stato richiesto solo per specifiche consegne a domicilio, si tratta di pochi casi. La maggior parte delle volte ho chiesto e incassato l’anticipo per far partire l’ordine».

Leggi anche / Merce non consegnata ai clienti,
querelato titolare del negozio per l’infanzia

Come sta la situazione, adesso. Ha fatto una stima di quanto dovrebbe restituire ai clienti?
«Al momento la cifra dovrebbe aggirasi sui 30-40mila euro, e sto cercando di fare fronte alla restituzione. Ho messo in vendita un immobile e non appena lo venderò, e quindi avrò la liquidità necessaria, contatterò i clienti e risolverò il problema, anche per quel che riguarda le querele che la gente ha cominciato a presentare contro di me».

Ha più o meno una data in mente, per la riapertura del negozio?
«Non prima di un mese, un mese e mezzo, le ripeto. Il tempo di fare liquidità e riprenderò il lavoro come ho fatto da 12 anni a questa parte».

Cosa risponde a chi continua ad accusarla di essere un truffatore, di essere scappato con i soldi?
«Che sono una persona perbene e onesta. Gestisco il negozio dal 2007, è un’attività storica aperta nel 1953. Finora non ho mai avuto di questi problemi, se va a guardare la nostra pagina Facebook, potrà rendersi conto che fino a un mese fa fioccavano le recensioni positive. Adesso su quella stessa pagina vengo ricoperto di insulti, è una valanga di offese originata da poche recensioni negative. E poi un’altra cosa: se avessi voluto scappare via con l’incasso, secondo lei, il primo dicembre avrei aperto il negozio? Capisco i timori dei clienti, ma posso dire che la situazione è stata dipinta più nera di quella che è. Lo ribadisco, al momento, non ho la disponibilità né della merce, né di liquidità. Ma sto lavorando per risolvere il problema e non appena sarò in grado, ricomincerò a lavorare come ho sempre fatto».