venerdì, Ottobre 7, 2022
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Revocato bando «sospetto» per assistenza ai disabili

Come piace dire spesso al sindaco de Magistris: «Ci sono storie che non esistono». Avrà forse ragione lui, in alcuni casi. Senza fare affidamento però su un’antica legge, quella del contrappasso. Perché ci sono anche storie che esistono e che fanno riflettere sulla trasparenza e sulle modalità utilizzate dall’Amministrazione comunale in alcuni ambiti e settori.

Il sindaco del Comune di Napoli, Luigi de Magistris
Il sindaco del Comune di Napoli, Luigi de Magistris

La faccenda grottesca e kafkiana, sulla quale però c’è poco da stare allegri, riguarda il bando indetto dalla Napoli servizi (partecipata al 100% del Comune di Napoli) per 20 posti di Osa, operatori socio assistenziali. In pratica l’assistenza ai disabili nelle scuole. Bene, il bando (scadenza 9 ottobre) è stato revocato perché poco trasparente.

PERCHE’ RITIRARE SOLO ADESSO
IL BANDO PER I 20 POSTI DI OSA?

E a dirlo non siamo noi. Nella revoca è specificato, tra le motivazioni, che si è resa necessaria «una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario». Tralasciando il linguaggio burocratese, la Napoli servizi ha pubblicato un bando dove è mancata la manifestazione d’interesse. Un bando talmente ristretto che era riservato a ditte solo campane e indirizzato ad Osa con esperienza sul solo «territorio cittadino». La domanda sorge spontanea: perché ritiralo solo adesso?

A pensare male si fa peccato, ma forse ci si indovina. E allora leggendo il documento revocato è chiaro come il bando fosse stato «disegnato» su misura dei 106 Osa, ex dipendenti delle cooperative che prestavano servizi nelle scuole del Comune e che da oltre un anno e mezzo sono rimasti senza lavoro. Una spina nel fianco dell’assessore al Welfare Roberta Gaeta e dell’ex pm. Ma dal bando, viste le ore a disposizione, sarebbero stati «premiati» soltanto in 20. L’insurrezione degli altri operatori non si è fatta attendere e alcuni hanno minacciato di denunciare tutto in Procura.

L'assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta
L’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta

Spulciando ancora il bando, passando al punto «figure professionali», vengono specificati i titoli degli operatori che la ditta vincitrice sarebbe stata «costretta» in qualche modo ad assumere: attestato Osa, con lavoro certificato, pluriennale, con esperienze in strutture «territoriali». Tutti titoli in possesso di buona parte dei 106 Osa, che hanno lavorato nelle strutture del Comune negli ultimi anni.

Che poi a dirla tutta: si fa un bando aperto agli Osa e non agli Oss (operatori socio sanitari)? Come dire: assumiamo diplomati e non laureati.

L’AUDIO DI UN SINDACALISTA PARLA
DI ACCORDO CON L’AMMINISTRAZIONE

A dar manforte alla poca trasparenza dell’atto c’è anche un audio di un sindacalista, che dice ai suoi iscritti di fargli recapitare contratti di lavoro e titoli per «la graduatoria» da stilare e da consegnare al Comune, per le «future assunzioni».  E parla di «accordo» con l’Amministrazione. Mai possibile che il Comune chieda ai sindacati di fornire una graduatoria, con una gara pubblica (seppur ristretta) ancora in corso? Indetta oltretutto da una sua controllata e non direttamente da Palazzo San Giacomo? Altra domanda: le graduatorie a quel punto sarebbero state sottoposte alla ditta vincitrice, che come si legge dal bando «dovrà avvalersi» di figure professionali come sono appunto gli Osa rimasti senza lavoro?

Andrea de Giacomo, amministratore unico di “Napoli Servizi”
Andrea de Giacomo, amministratore unico di “Napoli Servizi”

Evidentemente qualcuno si è reso conto del guaio da codice penale al quale si sarebbe andati incontro. Lungimirante l’amministratore della Napoli servizi, De Giacomo, che ha revocato il bando prima del fischio finale. Avrà utilizzato anche lui il Var e avrà argutamente deciso di evitare le scomode moviole del giorno dopo.

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