Gaetano Manfredi, rettore dell'Universita' di Napoli Federico II

di Giancarlo Tommasone

Negli ambienti del Pd romano e del «Nazareno campano» (leggi Santa Lucia) sta circolando il nome di Gaetano Manfredi, Rettore della «Federico II», come possibile futuro ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica.

Manfredi risulterebbe tra i più accreditati a rivestire l’incarico. Non solo perché è il rettore dell’università pubblica più antica del mondo e presidente della Conferenza dei rettori italiani. Ma anche perché vanta nel suo «palmares» due risultati di eccezionale prestigio: aver portato a Napoli la «Apple» e la «Normale» di Pisa (la succursale dell’ateneo toscano dovrebbe aprire in via sperimentale a novembre 2018).

Massimiliano Manfredi
Massimiliano Manfredi

Viene visto dunque, oltre che per il renzianissimo fratello deputato Massimiliano, come soggetto «particolarmente attivo e qualificato», per dirla con un alto papavero dem, per ricoprire il ruolo di ministro. Non bisogna dimenticare il peso della questione della «Apple». Diventata il cavallo di battaglia del Pd renziano né il fatto che Gaetano Manfredi durante le scorse settimane si sia schierato a favore degli studenti. E quindi contro i professori che hanno aderito allo sciopero degli esami.

GAETANO MANFREDI RAPPRESENTEREBBE
LA VERA CONTINUITA’ RENZIANA

Ha di fatto sposato la linea del ministro Valeria Fedeli che lo scorso luglio aveva bocciato le modalità della protesta. Ma contestualmente aveva dichiarato che si stava impegnando per lo sblocco degli scatti di stipendio ai docenti universitari.

L’impegno del ministro fortemente sponsorizzato da Maria Elena Boschi – la prima scelta di Paolo Gentiloni per rivestire l’incarico poi conferito a Fedeli era Marco Rossi Doria, considerato più che qualificato ma tutt’altro che renziano – era stato sottolineato all’inizio dello scorso settembre dallo stesso Gaetano Manfredi, questa volta in veste di presidente della Conferenza dei rettori.

Oltre alle caratteristiche fin qui descritte, dunque, la continuità renziana farebbe della «guida» della «Federico II», il candidato perfetto a reggere il dicastero nel prossimo futuro.