lunedì, Gennaio 24, 2022
HomeNotizie di CronacaRetata al Parco Verde, dopo l'atroce delitto il clan Bervicato è all'angolo

Retata al Parco Verde, dopo l’atroce delitto il clan Bervicato è all’angolo

Spaccio no stop di sostanze stupefacenti, scattano quattro arresti: in manette anche il presunto babykiller di Antonio Natale

di Luigi Nicolosi

Dopo l’omicidio del giovane Antonio Natale è assedio senza fine al Parco Verde di Caivano, ormai diventato la piazza di spaccio a cielo aperto più importante di Napoli e provincia. A finire nel mirino delle forze dell’ordine è ancora una volta la famiglia Bervicato e in particolare il 20enne Domenico, già arrestato per droga poche settimane fa e indagato a piede libero per il brutale delitto. La vittima venne infatti uccisa a colpi di pistola il 4 ottobre scorso e il cadavere, ritrovato dopo 14 giorni, fu abbandonato tra le campagne di Caivano.

Tornando all’ultima indagine, sono stati di nuovo i carabinieri a entrare in azione. I militari del nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, della sezione operativa della compagnia di Casoria e della tenenza di Caivano, hanno infatti dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro pregiudicati legati tra loro da strettissimi vincoli di sangue: Domenico Bervicato, 20 anni, Francesco Bervicato, 22 anni, Massimo Bervicato, 49 anni, e Giovanni Bervicato, 41 anni-

Il provvedimento restrittivo è stato richiesto al giudice per le indagini preliminari di Napoli dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura partenopea nei confronti dei quattro indagati, poiché ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di aver diretto e gestito un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti avente la “sede operativa” nel Parco Verde del comune di Caivano. Per le indagini, avviate dalla sezione operativa dei carabinieri di Casoria, sono state utilizzate anche le riprese video di un servizio giornalistico che riguardava lo spaccio di droga all’interno del Parco Verde.

Nel corso delle attività investigative è stato possibile documentare: una fiorente attività di spaccio di cocaina, hashish e marjuana gestita dagli arrestati; una complessa organizzazione criminale, che faceva ricorso anche a sofisticati sistemi di videosorveglianza, finalizzati ad eludere i controlli di polizia. Tali apparati sono stati più volte sequestrati nel corso di svariati servizi di prevenzione e repressione condotti dai Carabinieri; l’acquisto di droga, per uso personale, da parte di più persone, tutte segnalate alle prefetture di origine per i previsti provvedimenti amministrativi.

Leggi anche...

- Advertisement -