Paolo Siani con Matteo Renzi

Quando Paolo Siani decise di aderire come indipendente, al progetto del Pd per le prossime elezioni politiche, chiese a Matteo Renzi che nella ‘lista’ di cui avrebbe fatto parte, non doveva esserci la presenza di nomi chiacchierati, altrimenti avrebbe fatto un passo indietro. “Non ci può essere un nome chiacchierato in lista altrimenti devo per forza fare un passo indietro“, ecco il virgolettato del primario di Pediatria dell’Ospedale Santobono-Pausillipon di Napoli, in merito alla sua candidatura con i Dem. Virgolettato rilanciato dall’Ansa il 12 gennaio scorso. Siani riferì anche delle rassicurazioni avute dal segretario del Pd: “Ho chiesto che i nomi che saranno in lista siano i migliori. L’ho detto a Renzi e lui mi ha risposto: ma io mi suicidio se non è così, quindi stai sicuro che avrai nomi migliori dei tuoi“. Andando a spulciare la ‘lista’ in cui è stato inserito Siani – lo ricordiamo è il fratello di Giancarlo, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985 – ci accorgiamo che poi molte delle rassicurazioni avute sono state disattese.

Il governatore Vincenzo De Luca e suo figlio Piero, candidato alla Camera col Pd

Ai blocchi di partenza troviamo nella ‘lista’ di Siani, Umberto Del Basso De Caro (indagato a Benevento per tentata concussione), Piero De Luca (figlio del governatore della Campania, Vincenzo), sotto processo a Salerno per bancarotta fraudolenta, Franco Alfieri (definito da Vincenzo De Luca principe delle “clientele come Cristo comanda” e ribattezzato Mister Fritture di Pesce). Visto che consideriamo Paolo Siani una persona al di sopra di ogni sospetto, ci aspettiamo una sua presa di posizione sulla vicenda, anche perché si è candidato da indipendente. E poi rivolgiamo una domanda al segretario Dem: Renzi, ma ora ti suicidi?

ad