TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Il capo dell’Ispettorato interregionale del Lavoro di Napoli, Renato Pingue, è stato arrestato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino. E’ ritenuto responsabile di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso con l’amministratore delegato di un Spa irpina. Contestualmente nei confronti dell’imprenditore e del legale rappresentante di un’azienda che opera nel settore della fornitura di manodopera per servizi vari è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per circa 2.000.000 euro.

ad

Le attività investigative hanno consentito di appurare che l’alto dirigente, all’epoca direttore dell’allora direzione provinciale del lavoro, avrebbe ottenuto l’assunzione di un figlio ingegnere nell’azienda per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio su un appalto per la fornitura di servizi tra le due aziende. Le ditte erano state oggetto di verifica e accertamento di irregolarità da parte degli ispettori del lavoro, alle dipendenze del dirigente, che in cambio dell’assunzione del figlio avrebbe dato disposizioni affinché nelle comunicazioni ai lavoratori venissero omesse informazioni che avrebbero consentito di rivalersi per spettanze e contributi mai percepiti.

Il provvedimento di sequestro preventivo ha interessato circa 30 conti correnti riconducibili alle due società. In particolare, le indagini hanno permesso di evidenziare che i rappresentanti delle società avrebbero a più riprese esercitato forti pressioni, minacciando anche di licenziamento numerosi lavorati per costringerli a firmare verbali di conciliazione. L’operazione dei carabinieri è avvenuta a Napoli, Avellino e Pontecagnano Faiano (Salerno).

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT