Annarita Patriarca
Annarita Patriarca

Patriarca con 11.000 preferenze è la più votata della coalizione

«E’ stata una battaglia elettorale non semplice ma sono molto felice, ringrazio chi mi ha votato e so che da oggi dobbiamo lavorare per rifondare il centrodestra in Campania». Anna Rita Patriarca è una delle poche a sorridere nel risultato elettorale del centrodestra alle regionali: con oltre 11.000 preferenze è la più votata della coalizione, confermando la scelta di una parte di Forza Italia, quella riferita all’europarlamentare Fulvio Martusciello, che aveva deciso di puntare su di lei. La sua candidatura era stata osteggiata dalla corrente di Armando Cesaro, ex capogruppo, per i precedenti giudiziari del suo ex marito, ma alla fine da Roma il partito ha dato l’ok.

«Non ho nessun messaggio da mandare – spiega all’Ansa l’ex sindaco di Gragnano – a chi ha sollevato polemiche, non è mio costume rispondere sui giornali. Vado avanti per la mia strada, i numeri del voto parlano per me e poi qualche giorno fa una risposta è già arrivata da una fonte istituzionale come la Commissione Antimafia, che ha spazzato via le polemiche». Patriarca infatti non era tra i nove candidati citati come “impresentabili” dall’Antimafia. «Le polemiche sulla mia candidatura – spiega – sono state solo la scusa per far emergere i conflitti che già c’erano. Non era un problema sulla mia persona, se non ci fosse stata sarebbe nata la polemica su un altro candidato. Sono scattate delle lotte interne che non ha fatto bene a Forza Italia. Ora voltiamo pagina e ricostruiamo, troppi se ne sono andati abbiamo il dovere di trovare delle forze nuove».

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Sul ko della coalizione nella corsa contro De Luca, Patriarca ha le idee chiare: «Caldoro è stato un candidato logoro – afferma – è arrivato logorato al voto. Di fronte avevamo un De Luca forte dopo il covid e il nostro candidato presidente ha subito anche degli attacchi pubblici dall’interno della coalizione. E non parlo solo della Lega. Attacchi che abbiamo pagato in una campagna elettorale difficile per la paura del covid». Patriarca ora guarda all’impegno in consiglio regionale: «Sento una appartenenza forte al territorio – spiega – ho un’esperienza amministrativa all spalle e vorrei che la Regione fosse più vicina alle istanze del territorio, sarò una sentinella di quello che l’enta farà in questi anni».