venerdì, Ottobre 7, 2022
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Elezioni, Neoborbonici in campo per regionali e politiche

Alla nuova formazione politica manca solo il nome ma il suo obiettivo e’ riportare le Due Sicilie in parlamento. O meglio, far rinascere il compianto parlamento delle Due Sicilie. Sabato a Napoli, nel complesso di Santa Maria la Nova, gli aderenti dell’associazione Neoborbonica, insieme a rappresentanti di altri movimenti in difesa del Sud, si sono riuniti per dare vita a un partito che vuole scendere in campo subito “gia’ alle regionali del 2020 in Campania e alle prossime elezioni politiche“, spiega alla Dire Enzo Maiorana, presidente di Noi Meridionali, convinto che il nuovo laboratorio politico d’ispirazione neoborbonica “ne’ di destra ne’ di sinistra” sia gia’ pronto “a fare ‘contratti’ di governo con chiunque che rispetti la nostra autonomia e i nostri punti programmatici“.

Il progetto dei neoborbonici ha comunque un unico punto di partenza, quello di “rappresentare un risorgimento meridionale per l’Italia intera perche’ – dice Maiorana – non siamo separatisti come la Lega Nord“. Il programma dei meridionalisti prende spunto da alcuni dati che vedono, persino nel confronto con la Grecia, l’Italia “sempre perdente. L’occupazione e’ al 57,8% in Grecia, al 48,2% al Sud; i laureati 30enni sono il 43% in Grecia e il 35% al Sud. Se l’Italia vuole crescere – sottolinea il presidente di Noi Meridionalideve puntare a incentivare lo sviluppo del Sud con interventi specifici nella scuola e nelle infrastrutture“.

 

Su questo punto, in particolare, sarebbe spettato a tutto il territorio meridionale “il 34,6% delle risorse per le infrastrutture. Invece, negli ultimi 70 anni ne abbiamo ricevuto solo il 16% per oltre 70 anni e il resto – aggiunge Maioranae’ finito al centro nord. Oggi quei territori sono piu’ sviluppati ma pretendono un’autonomia differenziata che privera’ di risorse lo Stato italiano, incapace, quindi, di investire al Sud per lo sviluppo dell’economia. Si puo’ fare una autonomia regionale ma solo dopo che sara’ ripristinata una equita’ in termini di risorse e di infrastrutture. Mi sembra, piuttosto, che oggi si spinga a realizzare ancora le grandi infrastrutture al Nord, come la Tav o la Pedemontana, mentre il Sud e’ povero, o meglio privo, di infrastrutture“.

L’Italianon ha mai realizzato una vera unita’ nazionale. I meridionali, traditi da tutti e da sempre, non possono piu’ delegare ad altri ma difendere in prima persona il presente e il futuro dei propri figli. Ci sono stati negati i diritti – conclude – ma mai sono riusciti a scalfire la nostra dignita’ di popolo meridionale. Eppure, oggi dobbiamo sopportare un tasso di poverta’ nettamente superiore alla media nazionale, un tasso di disoccupazione giovanile altissima e un’emigrazione enorme: negli ultimi dodici anni, 1,6 milioni di meridionali hanno dovuto abbandonare la propria terra, i propri affetti ed i propri luoghi. Tutto questo, solo nella speranza di una vita dignitosa“.

 

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