Severino Nappi
Severino Nappi

Verso la tornata per il nuovo inquilino di Palazzo Santa Lucia

di Giancarlo Tommasone

Regionali in Campania, come si sviluppa la strategia del centrodestra e quali gli equilibri all’interno dello schieramento? Il leader della Lega, Matteo Salvini, da Napoli ha sottolineato un unico obiettivo da perseguire: quello di sconfiggere il governatore uscente, Vincenzo De Luca, puntando su un candidato «combattente», avvezzo alla battaglia; un profilo che non pare proprio quello dell’ex presidente di Palazzo Santa Lucia, Stefano Caldoro. E ha parlato di centrodestra allargato e inclusivo. Sulle prerogative da mettere in campo per la prossima tornata elettorale ma pure sul progetto esternato da Salvini, Stylo24 ha raccolto le considerazioni dell’ex assessore regionale Severino Nappi, vice coordinatore della Campania di Forza Italia e presidente dell’associazione Nord e Sud.  

Al momento la Lega è il partito più forte nel centrodestra, sotto l’aspetto del consenso e dei numeri, come può influire tutto ciò sugli equilibri del centrodestra in Campania?
 «Io ho apprezzato molto lo spirito con il quale Salvini ha parlato del nostro futuro, che è quello di vincere per spazzare via il cattivo governo di De Luca e l’inconsistenza del M5S. E ha proposto come modello un centrodestra unito e vincente. E’ chiaro, però, che le naturali differenze all’interno della coalizione per far emergere la forza dei singoli partiti, diventano secondarie rispetto all’aspetto più importante, che è quello di costruire una proposta di governo. Sicuramente oggi i numeri consegnano un quadro che evidenzia come la Lega sia il traino del centrodestra, ma la stessa Lega è consapevole, e lo ha ribadito Salvini, che  bisogna lavorare per un progetto di coalizione coeso e inclusivo, dove ci sia spazio per tutti».

Come deve muoversi il centrodestra unito, in questo particolare momento?
«L’obiettivo è quello di acquisire sempre maggiore consenso, recuperando i moderati, raccogliendo quelli che hanno ingenuamente creduto al Movimento 5 Stelle, e tutti coloro che hanno pensato che De Luca fosse davvero un uomo d’ordine e un uomo capace di fare. Quindi la sfida non è all’interno, per sterili supremazie, che lasciano il tempo che trovano, la sfida è all’esterno. Quella di essere rappresentanti della voglia di buon governo di cui la Campania e i cittadini campani hanno bisogno».

Salvini ha parlato di combattente e si riferiva anche alla scelta di un leader per la coalizione, con queste parole ha, secondo lei, bocciato una eventuale candidatura di Caldoro?
«Io penso che Salvini abbia riconosciuto che Caldoro sia una persona capace e competente, che in un momento molto difficile per la Campania abbia amministrato con equilibrio».

E la volontà di Caldoro di ricandidarsi?
«Se si vuole candidare, bisogna che lo esterni e noi siamo pronti a prenderne atto. Se c’è la volontà da parte di Caldoro, aspettiamo che la dichiari».

Vale a questo punto una riflessione: chiunque conosca minimamente il funzionamento del centrodestra in Campania, e i temperamenti dei suoi protagonisti, sa perfettamente che l’ex governatore non farà mai un passo avanti per rivendicare, ufficialmente, la candidatura. Non lo farà perché non è nel suo carattere e perché non è la tattica che predilige. Caldoro preferirà muoversi sottotraccia sperando che, per l’eterogenesi dei fini (o per il gioco dei veti), l’indicazione ricada ancora su di lui come una sorta di salvatore della patria. Dunque, di questo passo, però, l’investitura ufficiale subirebbe i ritardi cronici dei bizantini rituali della politica arrivando quasi a tempo scaduto e con tutto il carico di problemi irrisolti, riguardo al programma e alle alleanze (che sono fondamentali, in questa tornata, soprattutto riguardo ai rapporti col Carroccio). E non è un caso, dunque, che Caldoro non abbia detto nulla per commentare le parole di Salvini né abbia incaricato i suoi di rilanciare dichiarazioni di sostegno. Preferendo, semplicemente, attendere sulla sponda del fiume.

Il leader della Lega ha fatto intendere che delega Forza Italia a scegliere il candidato del centrodestra.
«Alla base, io credo, ci sia un equilibrio nazionale che acquista un ruolo fondamentale sotto questo punto di vista. Penso che la cosa migliore sia agire con delle primarie».

Primarie, ecco, lei sarebbe pronto?
«Personalmente, sì, sarei pronto».

C’è qualcosa che salva dell’esperienza di governo giallo-verde? E se sì, cosa di quell’esperienza potrebbe essere riproposta in Campania?
«Sicuramente il tema della sicurezza, un tema molto sentito dai cittadini. Un tema che va riproposto in Campania dove abbiamo un problema molto evidente su questo versante. E poi una parte di quel governo aveva una voglia di intervenire su aspetti che pure sono di fondamentale importanza: crescita e sviluppo. Non si è stati capaci di farlo a causa di responsabilità da parte dei Cinque Stelle. Dico questo perché il nuovo governo dimostra di essere, da questo punto di vista, fallimentare come quello precedente. Continuano a mancare politiche del lavoro e dello sviluppo, che secondo noi sono quelle decisive».