Verso le elezioni per la guida di Palazzo Santa Lucia

di Giancarlo Tommasone

Il governatore De Luca? No, grazie. «Faccia un passo indietro, è divisivo». Così parlò Gennaro Migliore, attualmente deputato di Italia viva, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino. Migliore però, a cui De Luca, è evidente, non va per niente bene, non fa il nome del candidato che dovrebbe guidare la coalizione di centrosinistra alle prossime Regionali. A questo punto, ci si chiede: sta provando a lanciare sé stesso? Potrebbe anche essere. E se così fosse, Migliore è credibile come candidato? In effetti, no. Stylo24, nonostante sia un giornale che non può essere certo, accusato di parteggiare per De Luca, deve sottolineare come ci sia una differenza di spessore politico sostanziale tra il governatore uscente e Gennaro Migliore. Quest’ultimo, in sintesi, non ha i numeri per chiedere al presidente della Regione di fare un passo indietro. Prima di tutto perché il deputato di Iv, con il consenso non si è mai misurato, se non nel 1997 e nel 2001, quando è entrato in Consiglio comunale a Napoli con Rc. Parliamo di quasi 20 anni fa. E poi perché, è quasi proverbiale la sua abitudine a cambiare casacca, nel centrosinistra. Partito con il Prc, fonda poi Rc-Sinistra europea. Nel 2008 è candidato alle Politiche con Sinistra arcobaleno; poi confluisce in Sel; dal 2014 si iscrive al Pd, per abbandonarlo cinque anni dopo, quando aderisce a Italia viva di Matteo Renzi. Ma tornando alla richiesta a De Luca di fare un passo indietro, non riusciamo a capire su che cosa si fondi detto appello. Considerando che, al momento il Pd campano non ha un candidato migliore di De Luca; considerando che Migliore ha provato inutilmente a presentarsi prima alla Regione, e poi a Palazzo San Giacomo, con il progetto della Fonderia. Che tra l’altro ha portato ad ulteriori spaccature all’interno del Partito democratico. E poi, va detto, Migliore non è portatore di un ragionamento politico che non sia di «cortile» (il suo) e nel corso della citata intervista dimostra soltanto di fare il gioco delle varie fazioni, essendo lui, evidentemente, prima in Rc e poi nel Pd, abituato a nuotare nelle correnti di partito. Detto ciò, il deputato di Iv esterna  anche una visione della politica, in Campania, quanto meno sui generis. Nel momento in cui il M5S, infatti, così come viene ribadito quotidianamente, decida di correre da solo per Palazzo Santa Lucia, De Luca resta l’unico che può coagulare intorno a sé un consenso trasversale. Però, per Migliore, è divisivo. E lo dichiara il giorno dopo in cui scoppia l’inchiesta sulla Fondazione Open (considerata la «cassaforte» dei renziani). In tal modo non fa altro che spaccare ulteriormente il fronte del centrosinistra. Benissimo, De Luca deve fare un passo indietro? E allora chiediamo a Migliore: chi farà un passo avanti per raccogliere l’eredità? Forse, lui?