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di Francesco Vitale

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Il consigliere Giuseppe Pistone chiede di fare chiarezza sull’aggiudicazione, alla ditta che si occupa di espletare il servizio, dell’appalto per la mensa scolastica nella VII Municipalità.

Alla fine
dello scorso
dicembre,
Pistone aveva
fatto richiesta
degli atti relativi
al bando
per la refezione
scolastica

Da quanto si evincerebbe «dall’analisi delle giustifiche visionate in raffronto alla offerta tecnica presentata in gara, appaiono delle gravi incongruenze relative al monte ore per ciclo di preparazione, al piano dei trasporti e alle proposte delle migliorie», è scritto nel documento prodotto dal consigliere.

L’esposto è stato inviato
alla Procura di Napoli
e contestualmente
ai vertici di Palazzo San Giacomo
e della VII Municipalità
(Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno)

Nello specifico, «l’articolo 9 del Capitolato prevede che il numero di ore per le sole figure di responsabile della programmazione del centro cottura, cuoco, aiuto cuoco e addetti mensa, per il numero di 2.200 pasti giornalieri, deve essere uguale a 76 ore al giorno». «(La ditta in questione) – specifica Pistone – ha inserito nella offerta tecnica e giustificato un numero di ore per queste figure pari a 66 al giorno (66 ore offerte a fronte delle 76 obbligatorie)».

Discrepanze anche relativamente al piano trasporti

Discrepanze, secondo Pistone, emergerebbero anche relativamente al piano trasporti, «ci sono differenze da quanto scritto in offerta tecnica e quanto giustificato, (poiché) nell’offerta tecnica si prevedeva l’utilizzo di massimo 21 automezzi da svolgere con almeno 10 veicoli elettrici presi a noleggio per poi indicare nelle tabelle dei percorsi l’uso di 16 automezzi elettrici». Ma «(la ditta) – annota Pistone – ha poi giustificato l’uso di 17 veicoli su 21 previsti, di cui 12 presi a noleggio, non facendo più alcun riferimento a quelli elettrici, il cui costo mensile sarebbe quasi il doppio di uno classificato Euro5».

Oltre a ciò, scrive il consigliere municipale, «ad oggi il servizio risulta essere svolto addirittura  con soli 8 automezzi rispetto ai 21 previsti, considerando che tutti gli autisti della precedente ditta che svolgeva il servizio, non hanno fatto parte del passaggio di cantiere». Per quanto riguarda invece gli addetti, è sottolineato nel documento, «sia nell’offerta tecnica che nelle relative giustifiche, (la ditta aggiudicataria) ha previsto l’impiego di 50 addetti al servizio mensa presso le scuole, con un monte ore settimanale pari a 250 ore, che giornaliere diventano pari ad un’ora per ogni addetto».

Questo tempo, sottolinea Pistone,
«è del tutto insufficiente
a preparare, distribuire, rassettare i locali adibiti,
considerando che ogni bambino
ha  disposizione una sola ora per pranzare»

Passiamo infine alle migliorie previste nell’offerta tecnica. Secondo quanto è riportato nel documento prodotto dal consigliere della VII Municipalità, sono relative fra l’altro «alla introduzione di un innovativo sistema informatico di acquisizione delle presenze mediante la fornitura per ognuna delle 37 scuole servite di un palmare Samsung Galaxy; alla esecuzione di una visita all’anno per ogni istituto scolastico presso un’azienda agricola avente sede in provincia di Roma; alla introduzione presso le 37 scuole servite di piatti in ceramica, di posate in acciaio e di lavastoviglie; alla introduzione di carrelli termici oltre a quelli neutri, presso ogni istituto scolastico». La ditta che svolge il servizio, secondo quanto scrive sempre Pistone, non avrebbe dato alcuna giustifica per le costose migliorie proposte, «l’utile di impresa previsto dalla ditta, indicato pari a 10.352,75 euro è annullato dai costi non giustificati: il servizio appare chiaramente in perdita».

Gli interrogativi sul criterio che porta alla firma degli atti

Il documento si chiude con gli interrogativi di Pistone: «Non si riesce a capire secondo quale criterio e/o studio della documentazione giustificativi vengano ad essere firmati gli atti dando di conseguenza esito favorevole della ditta in questione, per la quale, palesemente si evince che già dalla presentazione della documentazione presenta incompatibilità tra servizio e costi, rendendo così mendace, ogni cosa dichiarata nella documentazione».

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