domenica, Luglio 3, 2022
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Record di patologie e anzianità: ma il re del racket resta ancora in cella

Carmine Montescuro, storico boss di Sant’Erasmo condannato a 15 anni, ridotto su una sedia a rotelle. L’appello di parenti e garanti dei detenuti cade nel vuoto

di Luigi Nicolosi

Sono due i record per i quali il boss di Sant’Erasmo, Carmine Montescuro, potrebbe passare alla storia: essere, con le sue 88 primavere alle spalle, il detenuto più anziano d’Italia, ed esserlo con un numero di patologie a dir poco allarmante: ben diciassette, di cui alcune potenzialmente invalidanti e fatali. L’odissea di “’o munuzz”, indiscusso re del racket nella periferia est e punto di collegamento tra i clan di mezza Napoli, continua dunque a far discutere, soprattutto dopo il recente interessamento dei garanti dei detenuti, che hanno chiesto al tribunale di Sorveglianza una nuova e più attenta valutazione del suo caso.

L’anziano padrino sta attualmente scontando una condanna non ancora definitiva a 15 anni di reclusione per associazione mafiosa e racket. La sua organizzazione criminale, stando a quanto emerso dall’inchiesta della Dda, aveva letteralmente assunto il controllo di alcuni dei più importanti centri economici di Napoli, a partire dal Porto, ed era riuscita a imporre un’impressionante serie di tangenti estorsive alle ditte impegnate nei cantieri di via Medina. Montescuro, proprio per via dei suoi problemi di salute, lo scorso anno era stato però scarcerato e posto agli arresti domiciliari: misura, quest’ultima, che il boss non ha però rispettato. E così, dopo alcune violazioni segnalate all’autorità giudiziaria, alcuni mesi fa, come rivelato dal quotidiano “Il Rifoformista”, è tornato ancora una volta dietro le sbarre.

La sua permanenza nell’area sanitaria di Secondigliano sembra però essere a rischio. La direzione sanitaria della casa di reclusione ha infatti redatto un reperto che lascia ben pochi margini di manovra all’immaginazione. Dalla lettura del documento si apprende infatti che “’o munuzz” è affetto da ben diciassette patologie o situazioni comunque a rischio: cardiopatia ischemica cronica, pregresso impianto pacemaker, versamento pericardico in follow-up, sindrome metabolica, aneurisma dell’aorta toraco-addominale in follow-up, aterosclerosi carotidea e polidistrettuale, Bpco, Ipb, Irc, cisti renali, incontinenza urinaria, diverticolosi del colon, ipovedente, ipostenia arti inferiori con deambulazione di sedia a rotelle, psoriasi diffusa e ipoacusia bilaterale. I parenti dell’anziano ras da settimane chiedono che il loro congiunto lasci il carcere: un appello che fin qui è però sempre caduto nel vuoto.

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