di Giancarlo Tommasone

Con la fine del periodo di ferie, bisognerà mettersi al lavoro per affrontare la questione legata alla cessione dell’asset shipping della Rizzo-Bottiglieri-De Carlini. Ci sono da piazzare le 13 unità navali della compagnia corallina, messe all’asta a un prezzo di base fissato a 200 milioni di dollari.

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La «gara» è andata praticamente deserta. Non sono infatti arrivate offerte, nei termini fissati, per aggiudicarsi il parco navi
della società andata fallita all’inizio del 2018

L’asta è stata imbastita dal Tribunale di Torre Annunziata e dalla curatela fallimentare, che si sta occupando della cessione del ramo d’azienda della compagnia armatoriale. Opinione comune, in base alle analisi fin qui effettuate e alle previsioni prodotte, è che il prezzo risulti essere troppo alto. E poi c’è da considerare il fatto che a fronte dell’acquisto del pacchetto completo, c’è chi sarebbe interessato più alle sette unità «capesize» (le cui dimensioni non permettono il passaggio né per il Canale di Panama né per quello di Suez), vale a dire navi con un dislocamento superiore a 150mila tonnellate metriche.

Una nave del gruppo Rbd

A questo punto, c’è da aspettarsi una correzione del tiro,
con l’inevitabile abbassamento del prezzo di base d’asta

I tempi sono maturi per i cambiamenti e i correttivi da apportare verranno presumibilmente vagliati già dai prossimi giorni, quando sarà terminato il periodo di vacanza. L’azione da parte della curatela si rende necessaria per uscire dallo stato di impasse che caratterizza la compagnia armatoriale corallina fallita all’inizio del 2018. Troppi, dunque, i 200 milioni fissati come offerta minima dal tribunale, lo scorso maggio.

Il crac ha aperto un buco da un miliardo di euro

Il maggiore creditore della Rbd è Pillarstone Italy, aveva pure presentato un’offerta al Tribunale di Torre Annunziata: 185 milioni per l’acquisizione esclusivamente di 7 navi rispetto alle 13 totali che costituiscono l’asset shipping della Rizzo-Bottiglieri-De Carlini. Ma la richiesta era stata respinta al mittente, poiché considerata troppo bassa. Nel frattempo, però, non si deve tralasciare un particolare, tutt’altro che di secondo piano: a rendere ancora più complessa la soluzione del caso cessione, c’è il crollo del mercato delle navi cisterna. Anche questo fattore potrebbe influire in maniera determinante quando si andrà a fissare il nuovo prezzo di base d’asta.

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